Guarin: “Vogliamo tornare a vincere. Mancini è come un padre, Cordoba il mio idolo. Il derby e sullo scudetto…”

E’ il turno di Fredy Guarin ai microfoni di Inter Nos, la trasmissione del canale tematico nerazzurro Inter Channel. Ecco le dichiarazioni del Guaro, in risposta alle domande dei tifosi:

Come puoi dimostrare al mister di poter giocare di più?

“Bé io comunque gioco il giusto, il mister dà fiducia a tutti. Prendo tanti cartellini gialli? Eh, ogni tanto bisogna essere duri (ride, ndr)”.

Ti ricordi del tuo primo gol in nerazzurro?

“E’ stata un’emozione fantastica. Il gol nel derby è qualcosa di diverso, unico. Ma ogni gol è speciale: la rovesciata di Torino, la rete a Bergamo contro l’Atalanta… Uno dei più belli l’ho segnato contro il Napoli, grazie ad un fantastico schema su calcio d’angolo. In settimana abbiamo litigato spesso per quell’esecuzione, ma Cassano continuava a tranquillizzare il mister dicendo che quando sarebbe contato, l’avrebbe messa bene…”.

Qual è una delle tue caratteristiche migliori?

“La progressione palla al piede. L’ultima l’ho fatta contro il Palermo, anche se non ho fatto gol. Gli avversari ci danno poco spazio, ma io ci provo sempre”.

Hai fatto altri lavori oltre al calciatore?

“Sì, facevo le consegne a domicilio per un ristorante di pesce. C’è un aneddoto divertente di quando la Colombia ha vinto la Copa America: io dovetti fare una consegna, c’era un sacco di gente in giro… Io lasciai il motorino, consegnai il pacco a piedi, poi rimasi in piazza a festeggiare (ride, ndr)”.

Cosa ti piace dell’Inter di quest’anno?

“Mi piace il gruppo di quest’anno, abbiamo tutti la voglia di aiutare il compagno. Prima magari c’erano personalità differenti, ora c’è un gruppo forte e giovane. Mancini ci aiuta perché con la sua personalità ci amalgama”.

Quali altri ruoli hai fatto oltre il centrocampista?

“Ho fatto l’attaccante per cinque partite da piccolo, ma non ho segnato neanche un gol (ride, ndr). Qui all’Inter ho anche giocato attaccante qualche volta, ma non ho segnato”.

Qual è la tua stagione migliore all’Inter?

“La seconda stagione è stata la migliore, ho fatto anche dieci gol e sette, otto assist. Quella, a livello numerico, è stata senza dubbio la migliore. Mi piace un sacco assistere i miei compagni, anche quando sto per tirare, a volte aspetto fino all’ultimo prima di calciare”.

Ti aspettavi questo tipo di impatto per Murillo?

“Sì, lo conosco. Conosco le sue qualità, sa come deve fare il suo lavoro e lo fa alla grande. Gli auguro di continuare così”.

Cosa ha significato per te un gol nel derby?

“E’ stato importante per tutti, dai tifosi alla squadra, alla dirigenza. Quel gol rimarrà sempre nella storia, quando vado in giro ci sono i tifosi che mi ringraziano per questo. Icardi ha fatto un movimento pazzesco per portarmi via l’uomo. Poi abbiamo dedicato il gol a Max, un nostro massaggiatore”.

Con quale compagno ti sei trovato meglio a livello tecnico, in campo? 

“Rodrigo Palacio. Abbiamo segnato molto insieme, quasi dieci gol”.

Fossi in Roberto Mancini, cosa chiederesti al Guarin giocatore?

“Di giocare a massimo due tocchi in mezzo al campo. Il tempismo è fondamentale, si guadagna molto accelerando le giocate. Busquets è bravissimo in questo”.

Cos’hai provato la prima volta che hai indossato la fascia di capitano?

“Orgoglio. Di tutte le mie fasce, ne ho conservate un paio. Zanetti è unico, un giocatore e un uomo straordinario. La gente non sa quanto sia divertente e spiritoso, ma lui è fantastico”.

Cosa c’era di speciale in quel Porto che ha vinto tutto?

“Un gruppo di amici. Eravamo tutti in sintonia, unita ad un’impressionante voglia di vincere. Adesso, anche se non siamo più in Portogallo, ci sentiamo ancora. Sono rimasti solo Varela e il portiere. Ci siamo tolti tante soddisfazioni insieme”.

Quanto tieni alla maglia nerazzurra?

“Tanto, ho sempre detto che quando sono arrivato all’Inter ho realizzato un sogno. C’era Ivan Cordoba, il mio idolo. In Colombia, se parli di calcio italiano parli inevitabilmente di Inter”.

Quanta voglia hai di alzare un trofeo?

“Sì, mi manca tanto alzare un trofeo. Sono quattro anni ormai, è arrivata l’ora di cambiare la storia”.

In un’ipotetica finale di Champions League da decidere ai calci di rigore, preferiresti tirare il primo o l’ultimo rigore?

“Il primo. Sono entrambi di una certa responsabilità, ma io preferisco tirare il primo”.

Come sta andando il sito internet che hai lanciato?

“Bene, sta andando alla grande. C’è tanta gente che ci manda messaggi e ci supporta. Le persone credono in quello che facciamo e ci danno una mano a realizzare il nostro progetto. E’ stimolante per noi questo aspetto”.

Quanto ti senti importante per questa squadra?

“Mi sento molto responsabile perché sono uno di quelli che è qui da più tempo. Ho ventinove anni, è il momento giusto per guidare un gruppo giovane”.

Credi che l’Inter possa vincere lo scudetto?

“Ci sono tante squadre che stanno giocando bene, è una Serie A variegata. Non c’è solo l’Inter, ci sono diverse squadre che stanno lottando. E’ dura”.

Lunedì c’è il Napoli…

“Sì, sarà durissima, ma è bellissima una partita del genere. Voglio sempre giocare una partita del genere. Il San Paolo è una fortezza, i tifosi sono caldissimi e questo li rende favoriti”.

Che rapporto hai con Roberto Mancini?

“E’ un rapporto padre-figlio. Lui ti parla come mi parla mio papà, mi dà consigli e ci protegge. Parla poco, ma è molo chiaro”.

Chi è l’allenatore con cui ti sei trovato meglio?

“Con Villas Boas ho vinto tanto, ma anche con Eduardo Lara, nella Colombia under 21. Con lui sono cresciuto. Poi mi ha accompagnato anche in Nazionale maggiore, anche se ora come ora sta andando male. Il girone eliminatorio è difficilissimo, giochiamo in campi estremi, come quelli a tremila metri. Nessuno è facilmente battibile, tutti fanno la differenza”.

Pensi a vincere lo scudetto?

“Pensiamo giornata dopo giornata, non ci illudiamo. Non ascoltiamo le critiche, ci importa solo vincere. Se vinciamo lo scudetto vincendo solo 1-0, firmo subito”.