Guarin e Mazzarri a confronto: faccia a faccia segreto e patto, tutti i retroscena

Guarin
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Faccia a faccia. Come due uomini veri, un po’ per necessità – perché il mercato non ha portato quel che serviva -, un po’ per volontà. Fredy Guarin è un patrimonio dell’Inter. Da recuperare, però. Psicologicamente, tecnicamente, sotto ogni aspetto. Una nuova missione per Walter Mazzarri, uno che di sfide ne ha vinte tante in carriera. Per questo, ha scelto il palcoscenico di Appiano Gentile per vedersi con Fredy. A quattr’occhi, stanza chiusa e voglia di chiarirsi. E ‘ successo martedì scorso all’alba, prima che Guarin partisse per gli States per rispondere alla chiamata della Nazionale colombiana.

Per Walter, è semplicemente intollerabile pensare di poter rivedere qualcosa come il retropassaggio di Livorno-Inter, stagione scorsa. Cartolina di tutto quello che un giocatore non deve fare: subentrare e danneggiare la propria squadra per deconcentrazione, invece che dare la svolta in positivo. Da quel momento, toni alti e una frattura tra Mazzarri e Guarin c’è stata. Anche pesante.

L’estate di mercato però non ha offerto la soluzione giusta. Perché il Valencia ha offerto un prestito semi-gratuito, il Monaco si è fermato alle telefonate, il Real Madrid ha chiesto informazioni all’agente ma senza intenzione di spendere per il colombiano. E il ds Piero Ausilio era stato chiaro: 15 milioni a titolo definitivo oppure niente, Fredy non si vende. E così è stato.

Guarin e Mazzarri allora hanno deciso di chiarirsi. Insieme, con il ds Ausilio ad apprezzare il gesto. Perché Fredy può essere un’arma preziosa tra centrocampo e attacco. “Non ha niente da invidiare a Bonaventura”, raccontano dai corridoi di Corso Vittorio Emanuele, sede dell’Inter. Che in Guarin crede, avendogli rinnovato solo sei mesi fa per altri tre anni il proprio contratto a cifre decisamente importanti.

Mazzarri gli ha promesso di lanciarlo se meriterà il posto, tra Europa League e campionato lo spazio non mancherà. Da Fredy, ha ricevuto la disponibilità a giocare più avanzato, a sostegno della punta, non solo come incursore. Patto di ferro e “ricominciamo”, il ritornello di Guarin e Mazzarri per non buttare questi quattro mesi in cui l’Inter vuole ripartire. Anche da Guarin. Che sapeva perfettamente dal suo agente Marcelo Ferreyra anche di un’altra possibilità: andare alla Juventus, se Arturo Vidal fosse volato al Manchester United.

Poteva forzare lo stesso, Guarin. Chiedere la cessione, spingere per la Juve, quantomeno tentare di farsi cedere a prezzo di saldo. Non lo ha fatto. E’ rimasto in silenzio, è rimasto volentieri e voglioso di ripartire. Tanto che il suo agente ha rivisto Ausilio anche dopo la fine del mercato: amici come prima, più di prima. Perché la società non ha voluto regalare Fredy e continua a puntarci. Adesso, più di prima anche Mazzarri. Dopo un faccia a faccia sereno, fatto di sorrisi e promesse, scommesse tattiche e umane. Provarci, in fondo, non costa nulla. Meno ancora di un prestito gratuito.

Fonte: goal.com