Guarin: “Non è giusto criticare l’Inter, siamo in alto. Resterò qui a lungo”

Un anno speciale il 2012 per Fredy Guarin, che per sua stessa ammissione ha coronato il sogno del grande salto professionale, trasferendosi dal Porto all’Inter e conquistando la Milano nerazzurra a suon di grandi prestazioni e tanta voglia di emergere. Il colombiano ne ha parlato al Corriere della Sera: “Per me è stato un anno importante e bello, ho avuto la fortuna di venire all’Inter realizzando la svolta per la mia carriera. L’inizio è stato difficile perché sin dal mio arrivo soffrivo di una brutta lesione muscolare, ma poi con il tempo ho compreso l’importanza di essere all’Inter. Società, tecnici, staff, compagni e tifosi mi hanno dato la spinta decisiva”.

Dal Porto all’Inter è stato un bel salto in alto: “Molto. Oporto è una città con una forte tradizione calcistica pur non essendo grande. Milano è una realtà diversa, c’è una grande cultura calcistica ed è normale che ci sia pressione”. Ma Guarin è un trequartista o un centrocampista? “Cerco sempre di essere pericoloso. Gioco a centrocampo ma non perdo mai di vista la porta avversaria. Mi alleno tutti i giorni e provo a dare il massimo. Il calcio per me è passione, divertimento, emozione e sempre cerco di esprimere la mia felicità quando scendo in campo”.

La Juventus ha chiuso l’anno con 9 punti sull’Inter: “La Juve ha un progetto partito prima del nostro ed è più avanti. Ha giocatori esperti e aver vinto lo scorso scudetto ha dato loro maggiore sicurezza. Si chiama abitudine a stare in alto”. Dopo la vittoria a Torino cosa è accaduto? “Qualcosa non è andato come doveva, in parte ci è mancato, in parte l’abbiamo mancato noi. Ma è ingiusto criticare l’Inter, che ha raccolto 35 punti in 18 partite ed è in una zona molto alta della classifica pur essendo una squadra nuova. Abbiamo superato Juve, Milan, Napoli e Fiorentina, in pochi il 26 agosto pensavano di vederci a questo punto della classifica. Il giudizio, contando anche le qualificazioni in Europa League e Tim Cup, non può che essere positivo, poi è chiaro che si può fare sempre meglio. L’Inter deve giocare partita dopo partita provando a fare il maggior numero di punti possibili”.

Un pensiero sul calcio italiano: “Qui non c’è nulla di scontato perché tatticamente tutte le squadre sono di alto livello. Per questo è bello giocare in Italia”. Pur essendosi rinnovata, l’Inter ha sempre lo storico zoccolo duro: “Zanetti, Cambiasso e Samuel, giusto per citarne alcuni, sono sempre un esempio per me, per il modo in cui si allenano e per la loro serietà. Si può solo imparare da loro”. Infine, quale sarà il futuro di un giocatore che ha vestito già molte maglie? “Spero di restare qui a lungo, l’Inter è sempre stata un sogno per me. Ora però mi auguro di concludere la stagione vincendo un trofeo, sarebbe importante pr la squadra e per me”.

Fonte: Fcinternews.it