GL Rossi: “indovina il rigorista dell’Inter”

Dieci punti fino alla sosta avevo chiesto dopo il rocambolesco pareggio a Torino e dieci punti sono arrivati. Il successo sul Livorno permette all’Inter di mantenere il quarto posto alla ripresa del campionato, nella migliore posizione di sparo per un eventuale piazzamento in Champions, se di qui a fine stagione una delle tre grandi dovesse incappare in guai più seri del previsto. Come a Udine l’Inter non ha preso gol, imparando a fronteggiare la pesante assenza di Hugo Campagnaro in difesa, ma ha giocato assai peggio, malgrado la formazione fosse la stessa, anche per merito del Livorno, squadra tignosa. E quando in squadra non hai valori particolarmente importanti, i punti vengono prima di tutto il resto. Pre-partita all’insegna degli striscioni dedicati a Moratti, virtualmente alla sua ultima gara da azionista di maggioranza dell’Inter. Questo il testo lungo quasi tutto il secondo anello verde: “Le gioie più grandi, le sofferenze più imbarazzanti, 18 anni di gestione racchiusi in quelle 12 domande. Spesso l’abbiamo attaccata, anche se mai l’abbiamo abbandonata. Nonostante tutto qualcosa però ci accomuna: l’amore per l’Inter innegabile. L’essere troppo tifoso a volte è deleterio. Ora attendiamo curiosi, ma intanto grazie di tutto presidente, se lo merita. In fondo le abbiamo voluto bene”. Il tutto condito da un lungo applauso dello stadio, al termine del quale San Siro ha cantato per Moratti il classico: «Un presidente, c’è solo un presidente».
Col Livorno, oltre la metà del primo tempo si è consumata senza vere occasioni. Poi una prima fiammata di Palacio che ha girato di testa sul fondo un cross di Taider. Alla mezz’ora però la fortuna ha arriso all’Inter: su un traversone arrotato di Jonathan il futuro nerazzurro Bardi ha combinato la frittata, spingendo senza alcuna pressione avversaria il pallone della propria porta. Il talentuoso portierino si è però riscattato in finale di tempo deviando sul fondo un sinistro insidioso di Alvarez.
Nella ripresa il primo a entrare è stato Kovacic proprio per Alvarez, dolorante alla caviglia sinistra. Anche nel secondo tempo però l’Inter è andata avanti a piccoli strappi, anche se il Livorno dal canto suo non si è mai visto in fase offensiva: il raddoppio avrebbe potuto arrivare dopo venti minuti quando Nagatomo dal fondo ha crossato sul primo palo per Palacio, ma Valentini ha respinto quasi sulla linea di porta. Un po’ più di velocità l’ha data Belfodil, subentrato al solito sconclusionato Guarin, sempre troppo individualista. Ad una decina di minuti dal fischio finale Mazzarri ha richiamato Taider per regalare la standing ovation a Javier Zanetti, di nuovo in campo dopo la rottura del tendine d’Achille del 28 aprile scorso a Palermo. E, a 40 anni suonati, il capitano di mille battaglie nel poco tempo a disposizione ha subito risvegliato squadra e pubblico con un paio delle sue sgroppate. A tempo scaduto ha addirittura consegnato a Kovacic la palla che il croato ha deliziosamente apparecchiato per Nagatomo, al terzo centro personale in questa stagione.
Insomma, successo non certo indimenticabile per l’Inter che però rimane in ottima posizione di classifica e con il migliore attacco della Serie A con 29 gol in 12 giornate, come l’Inter del Triplete e l’Inter di Ronaldo, alla faccia dei grandi competenti che vanno nei bar a raccontare che Mazzarri dovrebbe giocare con tre punte, anche quando non le ha a disposizione. Per la cronaca la moviola ci ha poi mostrato che un rigore per l’Inter avrebbe potuto pure starci tra uno sgambetto a Nagatomo e una spinta a Palacio in area livornese, ma si vede che per i nerazzurri non è ancora tempo di calciare dal dischetto. Poco male, stavolta al ‘regaluccio’ ci ha pensato Bardi, con l’augurio che il suo erroraccio non pesi poi tanto sul suo curriculum in ottica Inter, com’è accaduto l’anno scorso a Belec dopo un’uscita a vuoto a San Siro con l’Hajduk Spalato.
In ogni caso, su vostra sollecitazione, visto che l’Inter è l’unica squadra di vertice che a quasi un terzo di campionato non ha ancora avuto un rigore a favore (quelli contro sono stati 3), potrei pure lanciare durante la sosta il concorso ‘Indovina il rigorista dell’Inter’. Tra le nominations, sicuro Rodrigo Palacio, che senza rigori sarebbe il capocannoniere della Serie A!

Fonte: gianlucarossi.it