GL Rossi: “Il primo giudizio dopo la Roma”

Sapevo che per avere una prima idea sulla caratura dell’Inter bisognava attendere gli impegni casalinghi con Fiorentina e Roma. E sapevo bene che in mezzo c’era la partita di Trieste col Cagliari, apparente più abbordabile. Ma voi il Dna dell’Inter lo conoscete quanto me e sapete che non ci sarebbe poi da stupirsi troppo se l’unico mezzo giro a vuoto di queste tre gare dovesse essere proprio quello col Cagliari. Dico così dopo aver battuto la Fiorentina e pareggiato col Cagliari, ma prima di vedere cosa succederà a San Siro con la Roma, che intanto ha ulteriormente confermato di essere, al momento, la migliore della Serie A.
A Trieste l’Inter ha pareggiato, ma avrebbe potuto vincere, avendo giocato complessivamente un’altra buona partita. Poi, che si debba vincere sempre può pensarlo solo chi non ha mai fatto sport in vita sua. A ogni squadra continua a capitare di vincere una partita al di là dei propri meriti come di non vincerla pur meritandolo. Il match col Cagliari tutto sommato rientra in quest’ultima categoria, perché nel primo tempo Agazzi ha parato tutto fin dai primi minuti opponendosi prima a Nagatomo e poi a Guarin.  Mazzarri ha fatto turn-over schierando Kovacic, Rolando, Pereira e Belfodil, al quale è toccata prima dell’intervallo la palla-gol migliore, sventata ancora una volta da Agazzi.
Dalla nostra parte Handanovic ha invece dovuto impegnarsi seriamente solo sull’ex Pinilla.
Stavolta Alvarez è sembrato meno in palla del solito, penalizzato nei suoi spunti tecnici soprattutto dal terreno del Rocco reso pesante dalla pioggia, fronteggiata peraltro dagli addetti alla manutenzione con sistemi di drenaggio preistorici (leggi: pale).

Fonte: gianlucarossi.it