Pochi giorni dall’inizio del campionato: ma l’entusiasmo dov’è?

L’estate sta finendo.

Non è solo la frase di una vecchia canzone, ma un dato di fatto. Con  la fine dell’estate, però, si avvicina l’inizio del campionato, dopo una lunga pausa.

La domanda è: in che condizioni arriva l’Inter? Sono stati tre mesi molto lunghi, pieni di alti e bassi, al punto che le montagne russe a confronto ci fanno un baffo.

A inizio giugno si respirava entusiasmo in casa nerazzurra, con Kondogbia, Murillo e Montoya, un entusiasmo che però è andato consumandosi piano piano fino a ieri, quando abbiamo avuto il “colpo di grazia”. Abbiamo vissuto queste settimane di calciomercato con la consapevolezza che prima o poi avremmo dovuto pagare certi acquisti, con delle cessioni altrettanto importanti e i due “sacrificabili” erano Shaqiri o Kovacic. Dopo l’addio di Xherdan eravamo convinti che avevamo già “pagato” abbastanza, ma ieri, come una doccia fredda, è arrivata una notizia tanto inaspettata quanto clamorosa: Kovacic è a un passo dal Real Madrid.

La cessione di Mateo non ha fatto altro che incupire ancora di più gli animi nerazzurri, già abbastanza intristiti da un precampionato in cui abbiamo collezionato più delusioni che altro. E’ giusto ribadire che le amichevoli non contano ed è calcio estivo che dà sempre poche indicazioni, ma perdere non fa mai piacere, soprattutto a poche settimane dall’inizio di un campionato in cui l’Inter dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, tornare protagonista.

D’altro canto in tempi di Fair Play c’è poco da fare e un’offerta di quasi 40 milioni è quasi irrinunciabile. Il punto è che nel 2015 il calcio così funziona, affezionarsi a un giocatore, alle sue giocate e al suo talento è un’arma a doppio taglio, che può fare molto male, proprio come nel caso di Mateo, che per molti sarebbe stato il simbolo di una rinascita nerazzurra. Ormai non c’è più spazio per i sentimenti, ma solo per i bilanci, i conti in rosso e gli investimenti, un diktat che Mancini ha imparato bene, forse anche a sue spese, come ha dichiarato ieri, spiegando che sia Mateo che Xherdan sono stati ceduti a malincuore.

Ora toccherà vedere come e se quei soldi verranno reinvestiti. Ma al di là di nuovi, possibili, innesti l’Inter ha bisogno di ritrovare la sua identità. E’ inaccettabile vedere a pochi giorni dall’inizio del Campionato una squadra che sembra già stanca e svogliata, ma soprattutto senza un’idea di gioco precisa.

Le premesse sicuramente non sono delle migliori e se il Mancio ha goduto finora dell’affetto e della stima infinita da parte dei tifosi, adesso deve dimostrare con i fatti di aver costruito una squadra realmente competitiva e che giustifichi almeno in parte cessioni tanto importanti come quelle di Kovacic e Shaqiri.