È già Inter-Milan: i nerazzurri irritati dalle parole di Fassone

L’estate delle polemiche: così verrà ricordata, almeno in campo calcistico, quella del 2017. Polemiche, polemiche ovunque. Di certo non sono mancate, più di tutte, quelle relative ai conti del Milan: i rossoneri sono stati additati praticamente da tutti (avversari compresi) di aver speso più di quello che potevano spendere. Alle accuse, dirette ed indirette, ha sempre risposto in maniera lineare l’amministratore delegato rossonero Marco Fassone, che certo non si può dire non ci abbia messo la faccia (e pure qualcos’altro, visti i rischi di impresa che si è coscientemente assunto insieme alla nuova proprietà ciense). L’ultima, che tanto accusa in verità non era, è arrivata dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha in qualche modo lasciato intendere come quello dei rossoneri possa essere una scommessa, più che un progetto serio, a differenza invece della lungimiranza del progetto Inter (i nerazzurri, infatti, hanno evitato di spendere).

Due proprietà cinesi, due società milanesi e due modi opposti di intendere il mercato. Ci sta. Rispondendo però l’altro giorno alle parole di Sala, Fassone non ha potuto fare a meno di fare un paragone diretto con l’Inter (visto che lo stesso sindaco in verità lo aveva in qualche modo tirato di mezzo), affermando: «Il nostro debito è meno della metà di quello dei nostri cugini». Lesa maestà. Secondo La Repubblica, infatti, la dirigenza e la proprietà nerazzurra non avrebbero preso per nulla bene le parole dell’uomo dei conti rossonero, che tra l’altro fino a qualche mese fa era un dipendente della stessa Inter, come dimenticarlo… Secondo quanto rivelato dal giornale stamane, gli interisti avrebbero ritenuto inutile il paragone di Fassone, ma soprattutto evitabile. L’Inter insomma non avrebbe gradito che un dirigente del Milan abbia parlato del debito interista, così come Fassone, settimane fa, non aveva gradito che il presidente della Roma James Pallotta avesse invece parlato dei conti del Milan. Da una sponda all’altra l’estate delle polemiche.