A Genova, dopo la perduta verginità

Sensazioni strane attraversano giocatori e tifosi interisti, ad una settimana dall’incontro con la Fiorentina che ha segnato la prima sconfitta ufficiale dell’Inter di questa stagione. Una sorta di risveglio, dopo la notte in cui hai perduto la verginità, e anche in maniera piuttosto brusca. Ti sei creduto invulnerabile, ti criticavano ed accusavano di non far spettacolo, di non far divertire il pubblico, e Mancini si è forse sentito in colpa, tanto da pensar bene di accontantarli nel momento in cui ha scelto il modulo di gioco. Peccato che a divertirsi siano stati solo i tifosi avversari.

Ci aspetta ora una difficile trasferta a Genova contro i blucerchiati della Sampdoria, da cui perdemmo di misura nella stessa trasferta della scorsa stagione, con rete del mancato interista Eder.

E tuttavia, guardando i risultati degli ultimi anni, ci ricordiamo di aver espugnato questo campo più volte,  a volte in modo eclatante. Ad esempio nel 2014, quando un Icardi alla prima stagione interista si scatenò contro i suoi ex compagni marcando una bella doppietta, mentre Samuel e Palacio completarono l’opera, chiudendo l’incontro sul 4-0 per noi.

L’anno prima fu invece Palacio a siglare una doppietta che ci permise di fare bottino pieno con un secco 2-0. Stesso punteggio a nostro favore anche nella trasferta precedente, con reti di Sneijder ed Eto’o.

Se invece vogliamo parlare di emozioni forti, troviamo un bel 3-2 per noi sul campo amico nell’incontro del 2012. Ritroviamo due marcatori abituali, ovvero Palacio ed Eder.

E se parliamo di incontri finiti 3-2, allora non possiamo non riandare al 2005, con la mitica rimonta da 0-2, quando eravamo già all’88’. Martins, Vieri e Recoba segnarono quegli storici gol sotto gli occhi di un incredulo Mancini alla sua prima stagione da allenatore interista. Recoba in particolare fu protagonista del cambio di passo di tutta la squadra, con le giocate che solo lui sapeva fare quando era in vena.

A parte la sopra citata sconfitta dello scorso anno, l’ultimo incontro da noi perso contro i blucerchiati risale al 2009, all’inizio della stagione che poi ci portò al triplete.

Insomma, non siamo messi male se guardiamo nel complesso la storicità dei confronti.

Ma allora, diciamoci la verità, cosa temiamo maggiormente da questa partita?: lo stato d’animo di giocatori, ancora sotto shock dopo la figuraccia di Domenica scorsa; Il modulo con la difesa a tre che Mancini sembra intenzionato a riproporre; La pericolosità di Eder; Il fatto che a quanto pare Eder si troverà si fronte un “velocissimo” Ranocchia.

Forse tutti questi motivi messi insieme. Certo, il bel sogno che stavamo vivendo si è trasformato in un brutto incubo, ma una squadra con la pretesa di essere grande non deve vivere con fantasmi di questo tipo accanto a sè. Deve giocare al calcio, senza paura nè degli altri nè tantomeno di se stessi.

Ci attendono due incontri fondamentali, prima contro i tirchi genovesi e poi coi gobbi di Torino. Probabilmente, dopo queste due partite, sarà più chiaro che tipo di squadra siamo e dove possiamo pensare di arrivare.