Gabriele Oriali, una vita da mediano

Gabriele Oriali, detto Lele (Como, 25 novembre 1952)

Non si riferiva solo al ruolo in campo, Luciano Ligabue, quando ha scritto e dedicato una bellissima canzone ad Oriali, intitolata “una vita da mediano”. Pensava piuttosto allo spirito che ha contraddistinto questo giocatore dentro e fuori dal campo, a partire da quando, da ragazzino, lavorava come garzone nel negozio di un barbiere.

Poi a 13 anni arrivò all’Inter, e al debutto nel 1971 contro la Roma, in una stagione che si concluderà con un lottato e sofferto scudetto nerazzurro. Ma per lui solo due presenze anonime in quella stagione, senza lasciare traccia.

Lele Oriali
Lele Oriali

L’anno dopo invece si fa notare da tutti, stampa e tifosi, in campionato ma soprattutto in Coppa Campioni. Parte come terzino, poi viene utilizzato come mediano, dimostrandosi forte sia nella marcatura come nella costruzione del gioco, un vero Jolly. Il giornalista sportivo più in voga in quegli anni, Gianni Brera, lo ribattezza Piper, volendo intendere con questo il fatto che si muove velocemente da una parte all’altra del campo come una pallina d’acciaio. Nelle gare di Coppa dei Campioni dimostra una grande maturità, ed a lui così giovane viene sempre affidata la marcatura dell’avversario più pericoloso. Con il Borussia annulla Netzer, con il Celtic Johnstone, e nella finale gli tocca niente meno che Johan Crujiff. Qui le cose vanno un pò meno bene, e il fuoriclasse olandese segna due gol che aggiudicano la coppa all’Ajax.

Seguiranno alcune stagioni con alti e bassi, uniti a qualche infortunio di troppo. Ogni volta è un calvario, ma lui si rialza sempre e si rimette in moto. Tuttavia, rimane questa mancanza di continuità, e già si parla di lui come oggetto misterioso. Buon giocatore ma dal fisico fragile, non in grado di rappresentare una garanzia se l’Inter vuol tornare a vincere.

Sembrerebbe quasi destinato ad essere ceduto oppure ad accomodarsi in panchina, quando nell’estate 1978 l’Inter acquista Pasinato, giudicato un formidabile mediano dal fisico possente. E invece, proprio in quella stagione, giocando da terzino sinistro trova continuità, segna alcuni gol straordinari e per la prima volta gli arriva la convocazione in Nazionale. Bearzot lo schiera dal primo minuto contro la Spagna in un’amichevole prenatalizia, nel ruolo di mediano a lui caro, e il nostro Lele si inserisce alla perfezione negli schemi azzurri.

Si guadagna il posto fisso in Nazionale che lo porterà a disputare i campionati europei del 1980. Nel frattempo, continua a giocare in modo esemplare nell’Inter segnando di tanto in tanto gol importanti. Soprattutto nei Derby si esalta, regalando più volte amare sconfitte ai cugini milanisti. Su un totale di 40 gol segnati in Serie A, ben 6 sono quelli rifilati ai rossoneri.

Nel 1980 conquista anche il suo primo vero scudetto, nell’ultimo campionato tutto italiano, giocato senza stranieri.

In quel campionato si mette in particolare evidenza anche il compagno nerazzurro Marini, tanto che all’indomani degli Europei gli viene preferito da Bearzot come mediano. soffiandogli in posto in Nazionale.

Ai Mondiali dell’82 in Spagna parte dalla panchina, ma dopo un paio di incontri un lieve infortunio a Marini gli consente di entrare in campo, e le sue straordinarie prestazioni lo portano a giocare titolare fino alla finale. Una finale storica anche per lui. Chi non ricorda il suo sgusciare in mezzo a quei panzer tedeschi che non riescono a fermarlo se non con falli plateali. Ma è proprio da uno di questi falli che nasce il primo gol italiano, segnato da Paolo Rossi, e probabilmente in quel momento sono nate anche le note e le parole della sopra citata melodia…”Una vita da mediano/lavorando come Oriali/anni di fatiche e botte e vinci casomai i Mondiali”. Ascoltandole, e magari chiudendo gli occhi, rivediamo il nostro Piper in mezzo ai tedeschi, atterrato impietosamente, per rialzarsi più forte di prima.

Peccato che dopo appena un anno, svincolato, decise di lasciarci per andare a giocare nella Fiorentina, dove giocò per altre quattro stagioni. Lo perdoniamo. Anzi, lo ringraziamo per la costanza nell’impegno, unita a spunti di classe di cui ha saputo dare prova giocando sempre a ritmi sostenuti.

Uno di quei giocatori che non si dimenticano, come non si possono dimenticare le emozioni che ci ha regalato, sia nell’Inter che nella Nazionale.

Esordio in Serie A: 07/02/1971 , Roma-Inter
Partite giocate in Serie A: 382 (277 con l’Inter)
Gol segnati in Serie A: 40
Campione d’Italia: 1971, 1980
Esordio in Nazionale: 21/12/1978, Spagna-Italia
Partite giocate in Nazionale: 28
Campione del Mondo: 1982