Gabigol, ora o mai più: senza Icardi e Perisic deve prendersi l’Inter

Il brasiliano ha raccolto appena 34 minuti in campionato, ma la squalifica dei due trascinatori nerazzurri gli dà la possibilità di giocare e scalare posizioni nelle gerarchie. A patto che Pioli non preferisca puntare su Palacio o Pinamonti…

L’Inter è tornata dallo Juventus Stadium arrabbiata e il giorno dopo la sconfitta la delusione è diventata ancor più cocente: sia Icardi che Perisic sono stati squalificati dal Giudice Sportivo per due giornate. Senza di loro i nerazzurri perdono quasi tutto il potenziale offensivo: sono le prestazioni dell’argentino e del croato a renderlo evidente così come i numeri. Il bomber ha realizzato 15 gol e 8 assist, l’esterno 7 gol e 5 assist. In estrema sintesi 22 reti sulle 37 totali.

Le alternative contro Empoli e Bologna
L’Empoli al Meazza e il Bologna al Dall’Ara testeranno capacità e ambizioni delle riserve, in attesa di eventuali sconti dopo il ricorso. Il posto di Perisic sulla fascia sinistra sarà occupato da Eder che sfruttando la sua velocità può essere determinante anche partendo lontano dalla porta. Resta da vedere chi conquisterà una maglia da titolare al centro dell’attacco: Pioli potrebbe finalmente dare fiducia a Gabigol nel ruolo di prima punta.

Gabigol non ha mai avuto possibilità
L’uso del condizionale è obbligatorio perché finora il brasiliano è stato declassato a terza riserva nel reparto offensivo, dopo l’oriundo e addirittura dopo Palacio che, nonostante la buona volontà, è ormai da qualche mese un ex giocatore. Gabigol ha debuttato con de Boer contro il Bologna: 16 minuti per poi rivedere il campo a dicembre, in casa del Sassuolo, per 1 minuto. I 4 minuti contro la Lazio hanno chiuso l’anno solare, i 14 contro il Pescara a risultato in ghiaccio hanno aperto il 2017. L’unica chance da titolare il 20enne l’ha avuta in Coppa Italia. Pur di non schierarlo, de Boer e Pioli hanno preferito puntare sul passato (Palacio) o sul futuro (Pinamonti) e i tifosi si sono fatti delle domande sentendo il suo nome solo durante la settimana corta per i gol in partitella contro la Primavera o nelle conferenze stampa.

L’altro Gabriel intanto vola
È una gestione che lascia perplessi quella dell’ex Santos perché per ambientarsi nel campionato italiano bisogna giocare, magari tramite il prestito in una medio-piccola, e acquisire esperienza. Al di là delle differenze tra Sudamerica ed Europa, inoltre, bisogna aggiungere che la legge del campo non dà tutta questa importanza alle diverse latitudini. Un calciatore forte gioca, sia in Italia che in Brasile o in Inghilterra. È sufficiente pensare all’impatto dell’altro Gabriel: se Barbosa colleziona panchine, Jesus è finito sotto i riflettori della Premier League per aver siglato 3 gol e 1 assist contro West Ham e Swansea per un totale di 188 minuti (più 1 assist in FA Cup). Il 19enne compagno di nazionale verdeoro, però, ha avuto la chance di poter lasciare il segno. Gabriel Barbosa, per poter essere apprezzato o bocciato, dovrebbe quantomeno scendere in campo.

FONTEit.eurosport.com