Figc: deferite Inter, Juventus e Napoli

Il Procuratore Federale, esaminati gli atti di indagine posti in essere dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli (sull’ipotesi di reato di frode fiscale e false fatturazioni dal 2007 al 2010) e trasmessi all’Ufficio della Procura Federale lo scorso 26 febbraio, disposto con provvedimento del 29 marzo 2016, ai sensi dell’art. 32 ter, comma 5, del Codice di Giustizia Sportiva della F.I.G.C. la riapertura delle indagini ed espletata la conseguente attività istruttoria in sede disciplinare, ha deferito al Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare 14 società (Inter, Juventus, Napoli, Palermo, Chievo, Genoa, Pescara, Catania, Cesena, Ternana, Vicenza, Livorno, Grosseto e Reggina) a titolo di responsabilità diretta per una serie di violazioni del Codice di Giustizia Sportiva e del regolamento Agenti di Calciatori.

Deferiti anche dirigenti e calciatori delle società sopra citate: GuglielmoStendardo, Vincenzo Rispoli, Michele Arcari, Matteo Paro, Alessandro Zarbano, Sergio e Dario Cassingena, Domenico Danti, Francesco Zadotti, Vincenzo Leonardi, Jean Claude Blanc, Alessio Secco, Sergio Gasparin, Francesco Tavano, Aldo Spinelli, Massimo Oddo, Ciro Immobile, AlessandroMoggi, Emanuele Calaiò, Giorgio Perinetti, Aurelio De Laurentiis, Salvatore Aronica, Pierpaolo Marino, Giovanni Sartori, Igor Campedelli, Erjon Bogdani, Marek Jankulovski, Giuseppe Sculli, Pasquale Foggia, Riccardo Calleri, Juan Fernando Quintero Paniagua, Daniele Sebastiani, Dorlan Mauricio Pabon Rios, Pietro Leonardi, Ferdinando Sforzini, Luciano Cafaro, Marco Sommella, Adrian Mutu, Mario Cognigni, Umberto Calaiò, Nicolas Andres Amodio, Andrea Chiavelli, Hernan Jorge Crespo, Rinaldo Ghelfi, Diego Alberto Milito, Thiago Motta, Hugo Armando Campagnaro, Ezequiel Ivan Lavezzi, Gustavo German Denis e Pietro Lo Monaco.

Sono state archiviate le posizioni di Lazio e Portogruaro in ordine agli addebiti contestati a Marco Moschini e Giammario Specchia. Gli altri club rischiano multe senza punti di penalizzazione in classifica, mentre giocatori e dirigenti sono a rischio squalifica. Secondo l’accusa, le società avrebbero utilizzato contratti di consulenza fittizi (in qualche caso con una durata di pochi giorni) con i procuratori dei giocatori, per sottrarre alle tasse una parte dell’ingaggio dei calciatori. Giocatori di fatto assistiti dai consulenti-procuratori, senza mandato formale e quindi in conflitto d’interessi.

FONTEcalciomercato.com