Felley: “Vi parlo a nome di Thohir”

Fabio Licari, è l’inviato della Gazzetta dello Sport, che sta cercando, con una missione a Giacarta di scoprire vizi e pregi, di Erick Thohir. Nell’occasione, ha incontrato l’amico del cuore di Thohir, Felley. Con il magnate indonesiano è amico fraterno, hanno studiato assieme al liceo e si sono laureati nel college Usa. Sono soci nel Mahaka Media, settore comunicazioni del Mahaka Group. Ecco le sue parole: “Erick è a Los Angeles con la famiglia: da tanto non andava in vacanza con moglie e figli. Però legge tutto e sa che attorno a lui si sta creando un’attenzione spropositata. Ha visto i giornali italiani: troppe cose inesatte. Tipo che ha 40 guardie del corpo e cose del genere… No, è una persona normale, come me o lei. E vuole farlo sapere ai tifosi italiani dell’Inter. Li saluta tutti. Ecco perché ci incontriamo: è come se parlasse lui. Abbiamo studiato assieme, poi siamo andati in California, Los Angeles, alla National University. Io ho il bachelor in Business Administration, Erick ha preso anche il master. Abbiamo la stessa età: lui è nato il 31 maggio 1970. Appartiene a una bella e ricca famiglia di imprenditori indonesiani. Il padre, Teddy, ha investito in motori (Honda), catene di ristoranti, energia, soprattutto carbone, assicurazioni e altro. Un uomo di famiglia, si dice qui: ha appena festeggiato 50 anni di matrimonio. Tre figli: Rika, la più grande, appassionata di arredamenti, Garibaldi, 47 anni, ed Erick, il più piccolo. E si è dedicato a loro sempre. Garibaldi è il nome scelto dal padre che amava l’Italia: gli piaceva che il vostro eroe fosse un combattente.Erick è come il padre. Anche se spesso in viaggio, Singapore, Hong Kong, Stati Uniti, anche se a Giakarta ha mille meeting al giorno, non trascura mai la famiglia. È sposato con Lisa, due anni più giovane, e ha quattro figli, due maschi e due femmine: i grandi alle medie, i piccoli alle elementari. Forse l’unica cosa alla quale non riesce più a dedicarsi è lo sport. Fino a tre anni fa, ogni lunedì sera, giocava a pallacanestro. Non è molto alto, è un play. Il basket era una passione estrema fin da giovane: è stato capitano della squadra del liceo a Giakarta, ma non di quella di calcio perché non era così bravo… Al college, capitano della squadra degli studenti indonesiani. Tutto per lo sport”.

Fonte: fcinter1908.it