Il favoloso mondo di Mazzarri

Mazzarri
Walter Mazzarri

Ieri in conferenza stampa, il tecnico dell’Inter Walter Mazzarri, ha confermato le voci della sua permanenza sulla panchina nerazzurra. Ha parlato di futuro e di mercato, anche in ottica di un probabile cambio di modulo; e alla domanda: “cosa risponde a chi dice che quanto ha dato non è stato sufficiente?”, risponde dicendo che parla con i numeri, e che non capisce come un anno così, in cui l’obiettivo è stato centrato, possa esser definito negativo.

Non ha mai colpe Mazzarri, lui non sbaglia mai; allora non riesco a capire come mai, ogni volta che lo ascolto, provo una fastidiosa sensazione, come un prurito a cui non riesci ad arrivare per eliminarlo. Il fatto è che di tanto in tanto, ci piacerebbe sapere le cose come stanno veramente, e la dimostrazione di un minimo di umiltà sarebbe sintomo anche di intelligenza.

Mazzarri parla di numeri, allora caro Walter, parliamo di numeri. Di certo ricorderai il nome del tuo predecessore, bollato dai più come uno dei peggiori esperimenti di Moratti, etichetta dovuta alla bassissima posizione in classifica ed al record di sconfitte. Considerati gli impedimenti oggettivi di Stramaccioni, dovuti alla rivoluzione che stava avvenendo nel club e dai chiarissimi limiti della rosa, i grossi problemi in attacco dovuti all’infortunio di Milito, la mancanza di alternative, l’arrivo del solo Tommaso Rocchi a gennaio per completare la rosa.

L’inter di Stramaccioni in 38 giocate lo scorso anno con 16 vittorie, 16 sconfitte (record negativo per l’Inter) e 6 pareggi ha una media di 1,42 punti a partita. Se poi contiamo le 9 partite del 2011/2012 dove il tecnico aveva una media di 1,89 punti a partita la media si alza a circa 1,51 a partita. In più Stramaccioni ha dovuto fare i conti con un innumerevole numero di infortuni, in alcuni casi, – contro il Parma ad esempio – la rosa contava 11 forfait, quell’anno Strama ha giocato una partita ogni tre giorni, arrivando agli ottavi di Europa League ed in semifinale di Coppa Italia.

Per Mazzarri lo scenario è stato completamente diverso: in sede di mercato estivo la società lo ha accontentato, con l’arrivo di Rolando, Campagnaro e Icardi, e a gennaio ha preso Hernanes, il miglior rinforzo possibile. In questa stagione l’Inter ha giocato 38 partite utilizzando sempre lo stesso modulo, un 3-5-2 che è diventato 3-1-4-2 solo nelle gare con Catania e Genoa del girone d’andata. 15 vittorie, 15 pareggi e 8 sconfitte, per un totale di 1,58 punti a partita, senza grossi infortuni, senza coppe, ad eccezione della Coppa Italia dove si è arrivati agli ottavi. La differenza con Stramaccioni è minima 0,16 punti a partita. La migliore posizione in classifica è dovuta probabilmente ad una generale regressione del campionato italiano, che quest’anno ha avuto la soglia salvezza più bassa della storia ed ha portato il tecnico livornese, con solo 6 punti in più del suo predecessore ad una posizione in classifica ben più dignitosa – quinto contro la nona posizione di Stramaccioni – ed alla qualificazione per la prossima Europa League.

Mazzarri chiude la conferenza dicendo che ha imparato a conoscere il pianeta Inter; se pensa che l’Inter sia questa, forse il suo giudizio positivo sulla stagione appena conclusa, non è l’unica cosa sbagliata.