Una favola nerazzurra e il suo Principe

Si sa, i campioni, quelli più attesi, quando rientrano non lo fanno mai in maniera normale, deve esserci sempre qualcosa che renda indelebile quel momento, quell’istante tanto atteso.

E’ quello che è successo in una calda domenica di settembre in Reggio Emilia, contro un’avversaria che non era ostica nè sulla carta, nè sul campo. Mazzarri aveva ben spiegato che quando c’erano in palio i tre punti non valeva la pena rischiare, il Principe lo sapeva, ma scalpitava in panchina. All’intervallo sul 4-0 e tutti eravamo ormai consapevoli che il momento così atteso era arrivato, era il turno di Milito, era giunto il momento della resa dei conti. Ed è così che poco dopo la ripresa Palacio lascia il posto al suo compagno di reparto, Diego, così voglioso di ricominciare, così impaziente di riprendersi la sua Inter e di ripagare l’affetto che i suoi tifosi non gli hanno fatto mai mancare. Ad ogni minimo contrasto con l’avversario un sussulto, ma la gara ormai filava liscia come l’olio, non c’era più nulla da rischiare, se non la gioia di rivederlo. Ma le emozioni per fortuna non finiscono al suo ingresso, perchè dopo soli quindici secondi Diego sfiora il gol, il cuore si ferma per un istante e sei cosciente che l’incubo è realmente finito. Dopo poco però Ricky Alvarez cavalca sulla fascia, finta, tenta il cross, Diego è già sotto la rete, tenta di servirlo ma niente, si ritenta, finta, controfinta, Milito si riposiziona ed ecco che arriva la rete. Sì, dopo sette lunghi mesi di agonia, di angoscia di speranza e di interminabile attesa, Milito è rientrato ed ha anche segnato. Gli istanti immediatamente successivi sono un’esplosione di gioia, talmente immensa da sembrare irreale. Diego corre dal suo assistman, arrivano i compagni, quegli abbracci, quella mano sul petto, quella corsa sotto la curva nerazzurra e quegli occhi lucidi fanno capire che ne è valsa la pena, che tutto questa attesa è stata ripagata. Un occhio poi a Mazzarri, che ha scelto il momento migliore per schierarlo, che con un semplice “ok” esprime tutta la sua soddisfazione per la prestazione dei ragazzi e soprattutto il sollievo per quella rete che sembrava ancora tanto lontana.

Poco importa se l’avversario era il Sassuolo, ciò che contava era rivederlo in campo, perchè in 25 minuti, con una doppietta e un assist, ha dimostrato tutta la sua stoffa e il suo fiuto del gol, che non ha perso in questi mesi di stop, a scapito di quanti non hanno esitato due secondi per chiamarlo “gatto di marmo”.
Rialzarsi non è stato per niente facile, ma ora che accaduto non c’è che viverla insieme questa stupenda favola nerazzurra.
Una favola che non fa altro che ribadire che il calcio in fondo in fondo non è solo un gioco, perchè quando assisti a partite simili, quando vedi un certo gioco in campo, tutto impostato solo per quel giocatore, per rendergli quel desiderio realizzabile, beh capisci che è tanto, ma tanto altro!