Fair play finanziario, Rummenigge in soccorso di Inter e Milan: “L’Europa le salvi”

Le attuali regole rigide del Fair Play finanziariario penalizzerebbero in maniera eccessiva squadre blasonate come Inter e Milan. Ne è convinto il presidente dell’ECA (L’Associazione dei Club Europei) e direttore amministrativo del Bayern Monaco Karl-Heinze Rummenigge, reduce dall’incontro di Stoccolma e intervistato da ‘La Gazzetta dello Sport’.

“Se Inter e Milan resteranno fuori dalle Coppe Europee sarà un peccato, – ha affermato l’ex attaccante tedesco – non solo per i club ma anche per il calcio italiano e quello europeo. Squadre come il Milan e l’Inter hanno grossi nomi che servono alla competizione. Ma lamentarsi non serve, ho visto l’altro ieri anche Marco Fassone, oltre a Umberto Gandini, e subito ho pensato che cinque anni fa l’Inter aveva la Champions League in mano. Il calcio è così, a volte strano, ma qualcosa negli ultimi cinque anni è andato male”.

E Rummenigge ha anche le idee piuttosto chiare sul da farsi per cambiare la situazione: “Bisogna avere un piano chiaro con tutte le possibilità finanziarie a disposizione, – ha sostenuto – ma senza andare contro il FPF. Dobbiamo ricordare che l’Inter è sotto inchiesta per le regole non rispettate. Anche noi come associazione dei club dobbiamo pensare come si potrebbero aiutare nel financial fair play certe squadre come Inter e Milan, perché sono danneggiate in questo senso”.

“Se hai un buco, difficilmente ne puoi uscire senza denaro fresco. – ha spiegato ancora l’ex nerazzurro – Leggo che il Milan può essere venduto, ma il proprietario nuovo non può mettere troppo capitale senza andare contro le limitazioni Uefa. Quindi tocca anche a noi nomi grossi scovare una soluzione per non penalizzarle di più”.

Logico allora pensare a una ridefinizione delle norme del FPF: “Ci sono gli statuti chiari, rigidi ma dobbiamo rifletterci, – ha sottolineato Rummenigge – per non danneggiare troppo. Quasi tutte le società dell’Est soffrono perché non hanno troppi ricavi da televisioni, sponsor, merchandising. Quindi dobbiamo studiare come si potrebbe dare una mano a questi club, ma pure ad alcuni big dell’Ovest che adesso si trovano in difficoltà”.

Sarà anche per questo che l’ECA ha avviato una trattativa con il presidente dell’UEFA, Platini, e che lo stesso ex numero 10 vorrebbe Rummenigge fra i due rappresentanti dell’Associazione dei club europei nell’UEFA: “Platini me lo ha chiesto, – ha ammesso ‘Kalle’ – decideremo nel prossimo incontro di Berlino”.

In attesa di capire come sarà ridisegnato il FPF, Rummenigge vede il suo Bayern avere concrete possibilità di vincere la Champions League. A stuzzicare l’ex nerazzurro è un possibile incrocio con la Juventus nelle semifinali: “Ho visto Andrea Agnelli alla riunione dell’ECA a Stoccolma, – ha raccontanto – mi sono complimentato soltanto per la Champions: ha eliminato il Borussia, non era facile. La Juve ha giocato bene, è passata con merito. Ora ha avuto un sorteggio buono. Da non sottovalutare ma buono”.

“Speriamo di vederci in semifinale – ha aggiunto il dirigente tedesco – significa che passiamo tutte e due. Con Agnelli ho un buon rapporto: è leale, professionale, grazie a lui la società è rinata dopo quattro anni di buio. Sono risaliti”.

Rummenigge ha poi dato un giudizio anche su Shaqiri e Podolski, passati all’Inter nel calciomercato invernale: “Shaqiri doveva giocare per forza, – ha spiegato – gli ho consigliato di andare all’Inter anche se molte inglesi lo volevano. Con le difficoltà interiste è un acquisto azzeccato, ha qualità, è giovane, è in grado di fare la differenza. E diventerà ancor più stabile con il tempo perché deve sentirsi bene, sentirsi a casa. Per Podolski mi dispiace, forse soffre il fatto che lui ha bisogno di spazio in campo e questo in Italia non esiste”.

Lo svizzero dovrebbe essere riscattato in estate dal club di Thohir: “Se faremo uno sconto all’Inter? Potevamo guadagnare di più cedendolo in Inghilterra, quindi abbiamo già fatto uno sconto”.

Infine sul futuro del tecnico del Bayern, Pep Guardiola, che ha saputo dare un gioco diverso ai tedeschi: “Ne abbiamo parlato a gennaio, – ha rivelato Rummenigge – ci vediamo a fine stagione per un rinnovo dell’accordo oltre il 2016. Ma lo lascio in pace, perché è speciale e si concentra sull’ultima tappa dell’annata. Noi ci fidiamo di lui e lui di noi. Non abbiamo fretta. Il City? Sento le voci ma una società così non fa parte della sua cultura”.

FONTEgoal.com