Fair Play Finanziario, per l’Inter un aiuto da Bruxelles

Dopo i giorni di sole e di cielo sereno, è arrivata la pioggia anche sull’Inter. Da verificare – lo dirà il futuro – se quello che si è abbattuto domenica su San Siro è un estemporaneo acquazzone oppure il sintomo dell’impossibilità della squadra di competere con avversari di ottimo livello, come la Fiorentina. Purtroppo nell’ultima di campionato hanno stentato in molti, da Kovacic a Brozovic a Podolski nonostante quest’ultimo fosse annunciato in grande forma da radio spogliatoio, per lo meno in allenamento. Gli errori si pagano – anche quelli di mira – e ora l’Inter si ritrova inghiottita al nono posto, addirittura a meno sette dalla zona europea.

Mancini fa i conti con la classifica e, ovviamente, si rende conto che l’unica possibile via d’accesso alle coppe passa attraverso la conquista dell’Europa League. Facile a dirsi, meno facile a farsi.

La sociètà invece deve fare i conti con il Fair Play Finanziario che potrebbe portare a una sanzione pecuniaria e alla riduzione della rosa per la lista Uefa, da 24 a 23 giocatori. Thoir è già stato a Nyon, prossimamente ci andranno Fassone e Bolingbroke, ovvero il boarding della società, per spiegare il piano di rientro programmato così da poter arrivare a un patteggiamento con l’organismo calcistico europeo che dovrebbe produrre una multa di circa 6 milioni di Euro. Francamente un’inezia, per una club che ambisce a ritornare all’apice del grande calcio, se pensiamo che Manchester City e Psg dovrebbero pagare 10 volte tanto.
Che poi si arrivi effettivamente alla sanzione pecuniaria è ancora tutto da dimostrare: contro l’anticostituzionalità del fair play finanziario si sta battendo da tempo, da Bruxelles, l’avvocato Jean Luis Dupont, quello che nel ’95 attraverso la sentenza Bosman aveva aperto un nuovo scenario che di fatto liberalizzava i trasferimenti dei calciatori camunitari. Dupont, che ha già fatto causa all’Uefa, sostiene che non si può in alcun modo impedire a un investitore di spendere quello che vuole limitandone così il progetto sportivo.

Non solo, sempre secondo il suo parere, il FPF impedirebbe ai piccoli club di poter crescere. Se per esempio il Real Madrid produce 500 milioni di Euro, potrà investire la stessa cifra in sede di mercato per arrivare a chiudere in pareggio. Viceversa un club che genera un reddito di 25/ 30 milioni ne potrà spendere altrettanti nella campagna di rafforzamento. Ciò significa che in un quadriennio, il Top club avrà a disposizione 2 miliardi per l’acquisizione di nuovi giocatori, il piccolo non più di 120 milioni. Una forbice troppo larga che spiegherebbe così i tanti successi delle solite squadre più forti. Insomma se un presidente ha l’hobby del calcio e quindi vuole spendere di tasca sua per rafforzare la propria rosa, è liberissimo di farlo. Così la pensa Jean-Louis Dupont che si è schierato apertamente contro Michel Platini: vediamo chi la spunta. E l’Inter sta a guardare.

FONTESport Mediaset