Fair play finanziario, l’Uefa monitora 76 club: rischia anche l’Inter

Sulla base del principio del fair play finanziario, la Uefa monitora da vicino i bilanci di 76 club europei: ci sono anche le due milanesi, ma solo l’Inter è a rischio sanzioni…

Si avvicinano nel mondo del calcio le prime scadenze del fair play finanziario. Quest’ultima stabilisce che i club possano spendere fino a 5 milioni di euro in più di quanto guadagnano ogni anno. Tuttavia, possono superare questa soglia entro un certo limite, se il debito viene coperto totalmente da un contributo o pagamento diretto da parte del proprietario/i del club o di una parte correlata.

I limiti sono di 45 milioni di euro per le stagioni 2013/14 e 2014/15, di 30 milioni di euro per le stagioni 2015/16, 2016/17 e 2017/18. Entro metà giugno i giudici dell’Uefa emetteranno le sentenze verso i club insolventi, che rischiano sanzioni fino all’esclusione dalle Coppe europee. La decisione del massimo organismo calcistico continentale potrà essere impugnata innanzi al Tas, il Tribunale arbitrale dello sport, ma in ogni caso entro metà agosto, dunque prima dell’inizio dei vari campionati nazionali, si arriverà a sentenze definitive.

Dei 237 club che in questa stagione hanno partecipato alle Coppe, 137 sono a posto, ma gli investigatori dell’Uefa monitorano da vicino gli altri 76. In questo quadro continentale l’Italia non è messa male: secondo quanto riferisce ‘La Gazzetta dello Sport’ sono appena due infatti i club di Serie A sotto stretta osservazione: si tratta di Milan e Inter, ma soltanto i nerazzurri rischiano.

L’Uefa guarda infatti non solo ai bilanci in sè, ma anche alla politica intrapresa dai club: sia rossoneri, sia i nerazzurri, sotto questo punto di vista, hanno cominciato a spendere meno, soprattutto a livello di stipendi, però è indubbio che il Diavolo ha operato dei tagli più consistenti alle spese di quanto ancora non abbia fatto la società di Thohir.

Ciò che l’Uefa chiede ai club italiani è ora, parallelamente alla riduzione dei costi, l’aumento dei ricavi e la differenziazione degli stessi, che potrà arrivare soltanto con gli stadi di proprietà e una miglior politica di marketing. “Le italiane pensano troppo a tagliare i costi – ha spiegato Gianni Infantino, segretario generale dell’Uefa – e poco ad aumentare gli utili. Se Londra può permettersi 6 squadre in Premier con un fatturato sui 2 miliardi, perché Milano deve limitarsi a 2 squadre e meno di 500 milioni?”.

“Per un verso è un buon segno – suggerisce ancora Infantino – occorrono stadi, marketing e il resto…”.Serve dunque un cambio di passo. Inter e Milan, come gli altri 74 club tenuti sotto osservazione, dovranno fornire entro il 17 marzo informazioni sul bilancio 2013 e sulle prospettive 2014.

Se per i rossoneri non dovrebbero esserci problemi, per i nerazzurri invece la situazione potrebbe diventrare difficile. A fine aprile infatti i Pm dell’Uefa prenderanno le prime decisioni: archiviare il caso, patteggiare, imporre sanzioni minori o rinviare a giudizio all’organo giudicante.

A giugno, come detto, arriveranno le sentenze di primo grado, entro metà agosto, quelle definitive. E’ c’è grande curiosità per vedere se l’Uefa avrà la forza di punire anche grossi club dai grossi introiti come il PSG o il Manchester City e quale sarà il metro sanzionatorio che sarà intrapreso.

Fonte: goal.com