Esonero Strama: ma il rispetto dov’è?

Come volevasi dimostrare
E un altro è stato fatto fuori, stavolta è stato il turno di Andrea Stramaccioni.
La Curva Nord aveva chiesto un progetto serio, che non venisse buttato sul fuoco dopo un anno andato male: ed ecco, Moratti ancora una volta non si è smentito, pronto a stracciare un altro progetto, pronto a buttare un altro anno via.
Dopo Mourinho in soli tre anni si sono succeduti ben sei allenatori. L’allenatore, con cui Moratti finge di avere sempre ottimi rapporti, è il primo a pagare per colpe non sue; la prima persona di cui disfarsene quando le cose non vanno bene, e ripartire, commettendo sempre lo stesso errore. Si tratto di errore anche questo esonero, di errore, ma soprattutto di mancanza di rispetto.
Parlo ancora una volta di errore perchè se il Presidente aveva deciso di iniziare un progetto con Stramaccioni, doveva avere anche il coraggio di continuare con lui. “Non ho elementi necessari per giudicarlo, è un allenatore giovane e dovrò tenere in conto tante cose…” queste le parole del Presidente che abbiamo sentito negli ultimi due mesi. Anche quando le cose sembravano andare peggio non aveva mai smesso di dare il sostegno al suo allenatore, alla sua scommessa. Ma oggi 21 Maggio ci rendiamo conto che tutte quelle parole celavano una grande falsità e una grande sfiducia di fondo verso l’unico allenatore che ci ha messo la faccia, che ha sempre difeso i nostri colori contro tutti e tutto, anche quando non era tenuto a farlo. Un allenatore che in quest’anno, oltre la sfiga immensa degli infortuni, è stato quasi sempre lasciato solo. Lo stesso allenatore che, al di là di meriti e demeriti, ci ha difeso ora si vede pugnalare alle spalle proprio da quello che fino a poco fa lui chiamava: “il MIO Presidente”, e ora capisce che proprio il suo Presidente aveva maturato una scelta già da tempo: in pubblico e in privato lo confermava, alle sue spalle però tramava, cercava già l’alternativa..
Impossibile pensare che questa scelta sia stata maturata solo dopo la partita contro l’Udinese, e viene da ridere amaro pensando che solo sabato sera era in Pinetina a rassicurare e supportare Stramaccioni. Si può essere proStrama o antiStrama, ma bisogna essere lucidi: il Presidente ancora una volta si è comportato nel peggiore dei modi verso colui che si fidava ciecamente. Lo ha illuso, lo ha reso lo zimbello dei giornalisti, l’ha lasciato andare a Coverciano, e solo una volta distante da Milano gli ha fatto capire che qualcosa non andava. “…ho sentito Stramaccioni preoccupato.” Inevitabile non esserlo, inevitabile non essere delusi, non sentirsi traditi, dopo aver cercato di fare il meglio per il proprio Presidente e i colori nerazzurri che aveva così amato. Un atteggiamento che di certo non lo mette in buona luce verso gli altri professionisti del mondo del calcio e soprattutto nei confronti dei propri tifosi, ancora una volta “illusi” dalle belle parole di un Presidente che è circondato da un mondo marcio, da una società che di certo non lo aiuta nelle scelte, da una società composta da persone che evidentemente non vogliono il bene dell’Inter.
Per l’esonero di Stramaccioni manca ormai solo l’ufficialità. Non posso far altro che augurare ad Andrea il meglio per la sua carriera, convinta che in un ambiente diverso e con una rosa diversa farà meglio, molto meglio, stupendo quanti lo criticavano.
Buona fortuna Andrea!