Simone Inzaghi lo ha evocato subito dopo il successo sul Cagliari che ha tenuto accesa la speranza per lo scudetto. Oggi Sven Goran Eriksson, alla Gazzetta dello Sport, torna su quel tricolore vinto dalla Lazio all’ultima giornata, scavalcando la Juventus contro ogni pronostico.

Eriksson, ha sentito il riferimento fatto da Simone?
“Mi fa piacere che, per stimolare tutti, abbia riparlato della nostra impresa. Uno scudetto unico per come è arrivato e, forse, per questo, ancora più bello. Non si può scordare, è una di quelle cose nella vita di cui parli sempre e non ti stanchi mai di farlo”.

Cosa può insegnare quella festa in vista di domenica?
“Che nella vita, e quindi anche nello sport, la parola “mai” non deve esistere. Può succedere tutto, anche le cose in apparenza più impossibili possono capitare se non ti arrendi e fai il tuo dovere fino in fondo. Per questo, bisogna crederci sempre: sono sicuro che Simone e l’Inter ne sono convinti. Se mi do un merito per lo scudetto del 2000 è che, nonostante tutto, un mese prima ci credevo davvero. Attorno a me quasi nessuno aveva quello stesso pensiero, il presidente Cragnotti era scettico e, invece, ripetevo a tutti: «Vedrete che succederà…”.

Ma può succedere ancora una volta?
“Perché pensare il contrario in partenza? Perché dare qualcosa per scontato? Eppure così tanti anni di calcio dovrebbero averci insegnato che la sorpresa può succedere sempre. Se poi non dovesse andare bene, non sarebbe un dramma né per l’Inter, che ha comunque vinto due trofei, e né per Simone”.

Che cosa intende?
“La sua carriera è appena iniziata e, in ogni caso, io sarò sempre un suo tifoso. Se il Milan vincerà lo scudetto, allora vorrà dire che ha avuto qualcosa in più: meriterà un giusto applauso. Ma dalle sconfitte ci si rialza, le delusioni insegnano”.

Ragionevolmente come finirà questa volta?
“Non so dire, non faccio percentuali o pronostici. E non so neanche cosa sia successo all’Inter che aveva un grande vantaggio e poi l’ha perso. Avrei dovuto vedere tutte le loro partite, guardare le cose dall’interno per capire il perché di quei due mesi di difficoltà, ma non c’è niente di strano nell’attraversare periodi bui: è quasi normale in una stagione. Poi, ripeto, bisogna aspettare gli eventi. E magari guardare le condizione atmosferiche…”.

In che senso?
“Magari a Reggio Emilia inizia a piovere come a Perugia… Si scherza, ed è comunque un finale avvincente e bello per tutti gli appassionati italiani”.

FONTEfcinternews.it