Effetto Mazzarri esaurito, Thohir apra il portafoglio

L’Inter non solo non sa più vincere ma ora cominicia anche a perdere. E’ amaro il ritorno di Walter Mazzarri al San Paolo da avversario, dove incassa la seconda sconfitta stagionale e vede allontanarsi a sette punti il terzo posto che vale il preliminare di Champions League.

Per una squadra che regala troppo una distanza siderale e quasi incolmabile. Perdere a Napoli ci sta, per carità, soprattutto su un campo tabù per i nerazzurri che non lo espugnano dal 1997, ma dopo il match di ieri è ulteriore il rammarico per i punti gettati alle ortiche contro Bologna, Sampdoria e Parma.

Il tecnico di San Vincenzo subisce scacco matto dal collega Benitez con quelle ripartenze che per quattro anni sono stati il suo marchio di fabbrica. Davvero una beffa, anche perché i nerazzurri hanno condotto il gioco per larghi tratti, pagando a caro prezzo gli errori difensivi.

L’Inter, dopo il nono posto della passata stagione, è sì un cantiere aperto, Mazzarri è chiamato a ricostruire la squadra nella testa e nel gioco, ma le ultime uscite lasciano davvero perplessi, perché Cambiasso e compagni commettono sempre gli stessi errori, a causa di una fase difensiva che definire disastrosa è quasi un complimento.

Le quattro pappine prese sotto il Vesuvio portano a 21 le reti subite, davvero troppe. Un dato che vanifica quanto di buono, invece, la squadra fa in avanti: gli esterni Jonathan e Nagatomo spingono bene e vanno spesso sul fondo, Guarin è stato continuo e determinante come non mai in questa stagione e Palacio il solito prezioso punto di riferimento in avanti.

Il rosso ad Alvarez ha spezzato le gambe alla squadra alla ricerca del pari, proprio mentre il Napoli accusava la stanchezza della sfida di Champions contro l’Arsenal. L’argentino è stato davvero ingenuo, Tagliavento ha applicato alla lettera il regolamento a scapito di una gara fino a quel momento ancora aperta. Non impeccabile il fischietto di Terni, che nel primo tempo ha sorvolato su un contatto in area tra Maggio e Palacio. Delle prime nove della classifica, la compagine nerazzurra è l’unica a non aver ancora avuto un rigore a favore.

In 10 contro 11 la gara si è messa ancora più in salita e in pratica è finita lì, ma la frittata era già stata servita nel primo tempo. Sul goal di Higuain l’errore di Nagatomo, che invece di respingere di testa lateralmente ha spedito la palla a centroarea, te lo correggono nei Pulcini; nel secondo Dzemaili ha preso d’infilata un Ranocchia ancora una volta non all’altezza, nel terzo Handanovic ha confermato di non essersi ancora ripreso dalla papera contro il Parma, respingendo male un tiro di Mertens e il quarto è nato da una palla persa da Campagnaro.

Questa volta è rimasto fuori Juan Jesus, il più veloce dei centrali, e l’Inter ha sofferto le ripartenze e la maggiore qualità degli avversari. Purtroppo per Mazzarri mutando i fattori (giocatori), il risultato non cambia e la difesa si candida a uno spot per l’Emmental svizzero. O, se vogliamo restare in Italia, la pubblicità a un bel colabrodo avrebbe in Ranocchia e soci un ottimo testimonial.

La squadra in avanti si è mossa bene e ha messo alle corde il Napoli, ma i centrocampisti non sono stati altrettanto bravi nelle coperture e gli inserimenti da dietro degli azzurri sono stati micidiali. Thohir deve ancora aspettare la prima vittoria da presidente in campionato e, a meno che i suoi non gliela regalino nel derby di domenica, dovrà aprire il portafogli per conquistarla. Alla ricerca di un centrocampista e di un attaccante, si aggiunge quella di un difensore, operazione non facile visto che in giro non c’è poi così tanto.

La cruda verità e che tanti (troppi) giocatori non sono da Inter, per carenze tecniche e caratteriali. E mentre un Napoli dalla panchina pesca giocatori come Mertens (ieri in campo al posto dell’infortunato Hamsik) e lo stesso Dzemaili, Mazzarri si guarda intorno e non sa che pesci pigliare, perché dal suo cilindro il coniglio che esce è spesso bagnato e impaurito. E quasi mai cambia le partite.

Con questo passo impossibile sperare in qualcosa di più di un piazzamento in Europa League. L’effetto Mazzarri è già finito, quello di Thohir non è ancora cominciato. E per cambiare marcia ci vogliono investimenti mirati già a gennaio.

Fonte: goal.com