Eder, un acquisto sbagliato?

Con una battuta nella conferenza stampa pre-derby, Sinisa Mihajlovic aveva lanciato la provocazione, definendo l’ultimo acquisto dell’Inter Eder l’ultima figurina della collezione dell’amico-rivale Roberto Mancini. Un colpo voluto fortemente dal tecnico nerazzurro, inseguito sin dalla scorsa estate e alla fine messo a segno come unico rinforzo della sessione invernale del mercato una volta incamerati i soldi della cessione di Guarin in Cina. Per il momento, l’impatto dell’ex Samp nella galassia nerazzurra è stato piuttosto deludente e qualche dubbio sul fatto che la scelta sia caduta su di lui piuttosto che su un centrocampista di qualità è legittimo.

FUORI RUOLO? – Quattro partite con la maglia dell’Inter dal suo arrivo, ancora nessuna rete e un processo di ambientamento che stenta a decollare. Il punto più basso è arrivato proprio nello spareggio Champions contro la Fiorentina, in cui il giocatore italo-brasiliano è stato sostituito sull’1-1 al 70° dopo una prestazione sottotono. Il sospetto che dietro le sue difficoltà ci siano quelle dell’Inter attuale, una squadra che fatica a fare gioco ma che al contempo non è più solida come nella prima metà di stagione, è fondato. Inoltre, mentre nella Sampdoria Eder era il perno del reparto offensivo, potendo svariare su tutto il fronte ma non perdendo mai di vista la porta (12 gol in 21 partite), Mancini lo impiega come esterno offensivo nel suo 4-3-3. Una posizione nella quale Eder spreca molte energie anche in fase di ripiegamento ma che gli togli lucidità (ricordate il gol di testa fallito col Milan?) sottoporta, dove i rifornimenti dei centrocampisti comunque latitano.

SERVIVA ALTRO – Le modalità con cui l’Inter ha completato il suo acquisto dalla Samp (prestito biennale con obbligo di riscatto che può arrivare sino a 11,5 milioni con i bonus) sono state molto vantaggiose, ma a finire oggi sotto la lente di ingrandimento è l’operazione in sè. Che bisogno aveva la formazione di Mancini di aggiungere un altro attaccante ad un reparto già ricco di alternative e dopo aver constatato, anche nei momenti di maggiore vena, che la fase di costruzione del gioco è sempre stato il tallone d’Achille di questa squadra? D’accordo, il Biglia di turno costava molto e non dava garanzie di tenuta fisica, ma i 13 milioni di euro incassati dall’addio di Guarin meritavano un investimento più ponderato e non frutto dei ragionamenti di pancia. Supposto che il Siviglia non avrebbe liberato Banega nemmeno a fronte di un indennizzo superiore ai 5 milioni nell’ultima sessione di mercato, avrebbe avuto più senso puntare le proprie fiches sull’ex compagno di squadra di Eder alla Sampdoria, quel Soriano prenotato per giugno ma che all’Inter di oggi servirebbe come il pane.

FONTEcalciomercato.com