E se non fosse colpa degli allenatori?

Caso-Inter: e se non fosse (mai stata) colpa degli allenatori? Da qui all’estate 2011, indietro nel tempo. Quel tempo vincente che si è fermato lì, con la Coppa Italia di Leonardo, dopo il Triplete di Mourinho e i trionfi di Mancini, sette stagioni e 15 trofei: un’ingordigia nerazzurra, sapendo vincere tutto e anche seminando primati di punti in campionato, nonché l’unico Triplete della storia del calcio italiano. In quell’estate 2011, che pure aveva conosciuto il lampo di Rafa Benitez, discusso e detestato e comunque capace di vincere Supercoppa italiana e Intercontinentale, è cominciato il declino dell’Inter.
In panchina si sono succeduti Gasperini, poi Ranieri, quindi Stramaccioni e ora Mazzarri. Ovvero: un tecnico (Ranieri) che ha guidato grandi squadre; un altro (Gasperini) di lunga militanza e di saggezza tattica; un terzo, Stramaccioni, ottimo teorico, ma alle prime armi; un quarto, Mazzarri, di cui si conoscono i pregi mostrati soprattutto al Napoli e di cui purtroppo si ammirano, oggi, i difetti.
E’ un processo involutivo comune a tutti e quattro, dopo lampi di euforia, momenti in cui si dice: ecco, questa è l’Inter bella e tosta, bimestri in cui succede di vincere sette partite su sette; e poi flop, tutto si spegne e si cade nel tragicomico. La squadra sbanda, la difesa no esiste più, ci si mette anche il portiere a regalare gol, la nevrosi s’impadronisce del gruppo e la faccia degli allenatori mostra l’amara piega di chi pensa: ma io, qui, che cosa ci sto a fare?
E’ l’espressione che aveva Mazzarri, durante Inter-Parma; e quella che avevamo visto di Stramaccioni e di Ranieri e anche di Gasperini. Per dedurre che non sono gli allenatori a governare il gruppo-Inter, a dominarne gli impeti, i pregi e difetti, bensì il contrario. E’ il gruppo-giocatori-Inter a imporsi, a dettare le fortune/sfortune di chi li allena ogni  giorno, a far sembrare scarsi tecnici vincenti, a rovesciare la vocazione di Mazzarri, per esempio, che ha sempre saputo esaltare la fase difensiva, fase che nell’Inter di oggi ha aspetti sconcertanti.
E’ solo un sospetto, è l’idea che s’ìnsinua perché se in questa squadra non funziona nemmeno Mazzarri c’è da immaginare che non vada bene nessuno. Perdipiù con una dirigenza che è tutta da capire, con Moratti presidente onorario soltanto e Thohir a Giacarta che può dire e fare quello che può, per stimolare il gruppo. Ovvero poco.
Per questo diciamo a Mazzarri: lei ha capito che è durissima. Ma non si arrenda.

Fonte: Sport Mediaset