Idee chiare e sguardo rivolto al futuro. Intervistato dal Corriere della Sera, Edin Dzeko ha fissato gli obiettivi per la stagione e lanciato la sfida alle avversarie in chiave scudetto:“Siamo primi e vogliamo restarci fino alla fine – ha detto il bosniaco -. Conte? Mi voleva al Chelsea e poi anche all’Inter non è andata. Inzaghi porta avanti i suoi metodi ma gioca in modo diverso: si divertono tutti”.

E ancora: “Lukaku? Se vai in un posto e ti metti a pensare cosa ha fatto chi c’era prima di te è meglio che non vai da nessuna parte. Totti? È stato un peccato non averlo incontrato prima, mi sarei divertito molto di più e anche lui. Con Spalletti si poteva risolvere diversamente”.

All’Inter per vincere – A inizio stagione l’Inter non era data per favorita nella lotta scudetto e questo Dzeko lo ricorda bene: “Non si parlava tanto di noi”. Ora però con i nerazzurri non si vuole fermare, dopo aver alzato il suo primo trofeo, la Supercoppa: “Sono qui per vincere lo scudetto”. A Mialno poteva sbarcare anche prima ma non ci sono rimpianti: “Non penso a quel che poteva essere, sono in una squadra forte e sono venuto qui perché c’è la possibilità di vincere”.

Il rapporto con il gol e con… Inzaghi – Dzeko, al suo primo anno in nerazzurro, è già a quota 12 gol e proprio questo è un tema di cui ha parlato: “Nel periodo in cui non ho segnato abbiamo vinto quasi tutte le partite: non puoi non essere contento. Se fossimo stati quarti con me che segnavo poco mi sarei fatto delle domande ma così che devo chiedermi? Siamo primi”. La sua centralità tattica nel progetto di Inzaghi, infatti, va ben oltre le marcature: “Lo vedo ancora come un compagno di squadra, sa gestire benissimo i giocatori”, ha detto, spiegando poi quanto sia stato importante “tenere la base di Conte” ma imporre “il suo metodo: Negli ultimi due anni l’Inter giocava più in contropiede, quest’anno tutti si divertono di più. Io sono uno che sa giocare a pallone e non guardo solo al gol”.

“Liverpool? Ce la giochiamo” – L’Inter di Inzaghi, a differenza di quella di Conte, è agli ottavi di Champions e sulla dimensione europea dei nerazzurri Dzeko ha spiegato: “Con il Real Madrid abbiamo giocato due partite alla pari, la prima dovevamo vincerla e non eravamo ancora ai livelli di oggi. Il Liverpool è forte, li puoi battere ma puoi prendere anche 5 gol. Ce la giochiamo”.

Mancini e la Premier – L’attaccante serbo poi ha parlato del suo passato calcistico, tra Premier e Roma. Al City era allenato da Roberto Mancini, ed ecco una riflessione sulle fatiche azzurre per qualificarsi ai Mondiali: “Non pensavo che l’Italia chiudesse seconda, ai playoff è dura e per voi sarebbe un disastro rimanere ancora fuori dal Mondiale. E comunque nessuno si aspettava nemmeno che Mancini vincesse gli Europei: ha fatto un’impresa”. La sua parte di carriera nel calcio inglese, Dzeko la ritiene fondamentale: “Se vuoi capire chi sei devi andare in Premier con i migliori, a me è andata bene”.

La Roma e Totti – Poi a 30 anni, in quello che lui stesso ha definito il momento migliore della sua carriera, c’è stato il passaggio alla Roma perché “non volevo fare panchina” e comunque “non ho rimpianti”. Dell’esperienza in giallorosso, il bomber di Sarajevo nota come gli sia “mancato solo un trofeo” ma “sono stati 6 anni splendidi”. In quegli anni Edin ha visto da vicino la vicenda Spalletti-Totti: “Si poteva risolvere in altro modo: uno è un grande allenatore, l’altro una leggenda. Mi dispiace non aver incrociato Totti prima, mi potevo divertire molto e anche lui ma me lo sono goduto e sono orgoglioso della squadra fatta insieme”.

FONTEsportmediaset.mediaset.it