Dribbling e tocco delizioso: riecco il vero Kovacic!

Ieri, con ironia, ci chiedevamo dove fosse finito Mateo Kovacic. La critica lo tartassa, il pubblico lo aspetta. Ebbene: contro il Livorno, il campionato del giovane croato potrebbe aver preso la svolta decisiva.

Entrato nella ripresa al posto di un appannato Alvarez, l’ex Dinamo Zagabria ha pensato più a ‘far legna’ che a metter in mostra le sue enormi qualità tecniche. Kovacic si è dato da fare in una partita resa complicata dall’attenzione degli avversari e da un’Inter non così brillante come a Udine. Mazzarri lo aveva spedito in campo più che altro per tener palla e raffreddare gli ardori dei ragazzi di Nicola, che cominciavano a cercare con maggior convinzione il gol dell’1-1.

Qualche imprecisione, qualche buona intuizione, ma niente di particolarmente rilevante. Almeno fino allo scadere. Negli ultimi minuti di partita, il numero 10 nerazzurro ha preso per mano la squadra, supportato anche dall’entusiasmo generato dall’ingresso in campo di Zanetti e proprio i due hanno confezionato l’azione che ha portato al definitivo gol del 2-0 di Nagatomo.

Il dribbling e il tocco delizioso a smarcare il giapponese solo davanti a Bardi è stata roba per palati fini. Kovacic si è messo a disposizione della squadra e, quando ne ha avuto la possibilità, ha sfruttato le sue migliori caratteristiche. Dopo aver patito un avvio di stagione a handicap per via del problema muscolare subito in ritiro, adesso si può riprendere quel posto che tutti lo davano per certo. Ieri sera, una risposta importante sul campo.

Come dice Mazzarri, però, non va dimenticato che è un classe 1994 e che deve ancora imparare tantissimo, sia a livello di esperienza che di collocazione tattica. Vietato fare paragoni scomodi o aspettarsi una maturazione-lampo. Ma la sostanza resta: l’investimento importante della società è stato fatto con criterio e nessuno s’è pentito. E la sensazione è che presto se ne accorgeranno in tanti.

Fonte: fcinternews.it