Dov’è finito Icardi? Tra la mancanza di Palacio e il feeling con Jovetic

Dopo il pareggio ottenuto contro il Palermo, l’Inter continua ad occupare la seconda posizione in classifica, a quota 18 punti. A dispetto del piazzamento comunque buono, i nerazzurri continuano a non convincere, soprattutto per quanto riguarda i goal realizzati e la potenza di fuoco dell’attacco di Roberto Mancini.

Dopo l’ennesima prestazione opaca, sul banco degli imputati è salito Mauro Icardi. L’argentino sembra un lontano parente dell’uomo capace di realizzare 22 reti nella passata stagione, laureandosi capocannoniere insieme a Luca Toni.

In casa Inter, così come fra i tifosi nerazzurri, la domanda adesso è solo una: Qual’è la causa di questo calo di rendimento? La risposta, ovviamente, non è solo una, ma dovrà pur esserci una ragione se Icardi non è riuscito nemmeno a tirare in porta per la quinta gara in questa stagione.

La prima chiave di lettura è tattica e riguarda il nuovo modulo. Sia il 4-3-3 che il nuovo 4-2-3-1 vedono un Mauro Icardi completamente fuori dal gioco nerazzurro. L’attaccante argentino ha dimostrato di trovarsi meglio con una spalla al proprio fianco, come avveniva l’anno scorso.

Ed ecco che arriviamo alla seconda chiave: l’affinità con il partner. Ad Icardi manca palesentemente Rodrigo Palacio. Quest’ultimo si sacrificava su tutto il fronte d’attacco, spaziando da destra a sinistra, aprendo la difesa avversaria e cercando continuamente l’assistenza per l’ex Sampdoria.

Tutto ciò non avviene con Stevan Jovetic, che è più un accentratore di gioco. Il montenegrino staziona per lo più sulla fascia sinistra, richiedendo il pallone sempre fra i piedi per poi partire e puntare l’uomo. In questa tipica manovra offensiva dell’Inter, Icardi non riesce a trovare una posizione utile alla squadra. E lo stesso avviene anche con Ivan Perisic. I due nuovi acquisti nerazzurri non amano buttarsi nello spazio.

Roberto Mancini, così come anche Erick Thohir, adesso si domanda se sia il caso di puntare anche nel turno infrasettimanale su Icardi o se provare a giocare senza di lui. Lasciarlo in panchina potrebbe essere rischioso, di solito si cerca di recuperare un attaccante che non trova la via del goal, non di relegarlo in disparte.

E’ anche vero, però, che nel secondo tempo contro il Palermo, quando il bomber argentino è uscito, la squadra girava bene con i movimenti di Jovetic, Ljajic e Biabiany. Che a turno tagliavano in area di rigore. Intanto l’Inter fatica a segnare e aspetta il ritorno di Maurito. Una squadra che lotta per il vertice non puù fare a meno di un vero attaccante d’area di rigore.