Dopo due allarmi… Una mezza caduta

Le due sirene suonate in sequenza nonostante le vittorie sofferte contro Spal e Crotone avevano lasciato intendere qualche problema strutturale che la trasferta di Bologna ha palesato in tutto e per tutto. L’Inter di Spalletti, al di là degli innegabili passi in avanti effettuati rispetto al collettivo sconclusionato della passata stagione, è ancora lontana dal potersi definire squadra affidabile e continua.

La prima frazione di gioco del Dall’Ara ha confermato l’accidia con cui i nerazzurri si erano accostati ai due impegni precedenti, una sensazione di superiorità percepita solo dall’undici nerazzurro e priva di quella verve agonistica che invece il Bologna ha meritevolmente accumulato in 45 minuti di dominio incontrastato.

Una situazione che non si è modificata in maniera tangibile neppure nella ripresa: l’Inter ha mantenuto il pallino del gioco senza trovare lo spiraglio per poter affondare, vedendo spesso morire la propria manovra nella mancanza sostanziale di alternative sulla trequarti. I cross a ripetizione di Candreva sono stati spesso fuori misura e certamente mai forieri di un pericolo incombente, neutralizzando di fatto anche la fame realizzativa di Icardi e disinnescando allo stesso tempo Ivan Perisic.

Bologna-Inter

Insomma scenari da rivalutare, e da arricchire con dinamiche al momento ancora inesplorate ma che non potranno certamente mancare nel bagaglio di una squadra con le ambizioni che sembrava poter nutrire se l’obiettivo è davvero quello di restare in alto sino in fondo alla corsa.