Dopo cinquant’anni l’Inter si riprende il Cagliari: dallo Scudetto ’70 al nerazzurro Giulini

Massimo MorattiCalcio e politica sono sempre andati di pari passo, inutile negarlo. Come lo sport, del resto. Panem et circeneses, bastano quelli per tenere a bada il popolo. Se lo stato provvede al pane, altri enti provvedono allo spettacolo. E così, in tal modo, un’operazione su cui mugugnare si trasforma in fatto di secondo piano. In Sardegna successe quarant’anni fa.

Allora, nel 1962 per la precisione, nell’isola iniziava la costruzione della raffineria della Saras a Sarroch e del complesso chimico della Sir a Porto Torres. I due patron, Angelo Rovelli e Angelo Moratti, quest’ultimo patron dell’Inter, gli Angeli del Varesotto, comprarono i quotidiani isolani (Nuova Sardegna e Unione Sarda) e cominciano il proprio progetto. Vista l’avanzata della petrolchimica in Sardegna, niente affatto accettata dal popolo, i due hanno bisogno di un modo per tenere a bada i sardi.

Comprarono così ne 1967, attraverso i propri due gruppi industriali, la Saras e la Sir, 140 milioni in azioni ottenendo la maggioranza del Cagliari, la squadra più importante della regione e simbolo calcistico dell’Isola. Grazie a tali investimenti la squadra di Scopigno conquisterà lo Scudetto 1970, collegandosi così per la prima volta in maniera seria allo Stato italiano, facendo dimenticare grazie ai circenenses lo sfruttamento di Sarroch e Porto Torres. Tra l’altro con gli stessi soldi dei sardi.

Quasi cinquant’anni dopo il duo Moratti-Rovelli, l’Inter si riprende il Cagliari. Dopo la vendita dell’Inter da parte di Massimo Moratti a Erick Thohir e di Massimo Cellino a Tommaso Giulini molti hanno avuto una sensazione di dejavù. Negli anni ’60 Angelo Moratti, papà di Massimo e creatore della Grande Inter, non poteva avere due società nella massima serie. Non era il proprietario sulle scene, ma lo era dietro le quinte. Il patron era Corrias, uno dei dirigenti più importanti Mariano Delogu, decisivo anche nel passaggio di proprietà cagliaritano 2014.

Dopo l’annuncio della vendita del Cagliari da parte di Cellino, tutti hanno pensato a Massimo Moratti come nuovo presidente. Da padre in figlio, dal dietro le quinte alla vetrina. La Saras è ancora presente a Sarroch, tra morti, scandali e inchieste.Nessun Moratti però è alla guida effettiva del club che rappresenta da quasi un secolo la Sardegna. Nessun Moratti a Cagliari. O forse sì.

Già, perchè il nuovo presidente del Cagliari si chiama Tommaso Giulini. Proprietario della Fluorsid, leader mondiale nell’estrazione e nella lavorazione dei fluoriderivati. Insomma, chimica. La società è tra l’altro stata fondata nel 1969, a Macchiareddu, proprio nell’epoca della colonizzazione morattiana-rovelliana della Sardegna grazie a media e calcio.

Giulini è figlio di Carlo Enrico Giulini, grande amico di Moratti. L’attuale presidente onorario dell’Inter ha a più riprese smentito di essere dietro l’acquisto: “Non scherziamo. Ho già dato tanto, personalmente e come famiglia. Amo la città e ho sempre seguito con affetto la squadra. Sicuramente Tommaso diventerà un presidente di successo. Ci conosciamo bene, è stato a lungo nel cda dell’Inter”.

Già, Giulini ha fatto parte del Consiglio d’amministrazione dell’Inter e ne è grande tifoso. Durante la conferenza stampa di presentazione quale nuovo presidente del Cagliari ha evidenziato di dover accantonare il tifo nerazzurro per i colori rossoblù. Ma dietro le quinte è ancora uno sfegatato della Beneamata.

Moratti e l’Inter, la sua Saras e il ruolo in Sardegna. Niente di tutto questo è collegato al nuovo Cagliari? Apparentemente no. Davanti all’evidenzia, probabilmente sì. L’Inter e i Moratti paiono riprendersi in maniera forte il team rossoblù. Semplicemente basta mettere insieme i pezzi del puzzle, non si tratta solo di complottismo.

Il nuovo membro del consiglio d’amministrazione del Cagliari è Stefano Filucchi, dirigente sportivo e d’azienda presso la Saras. E’ stato vice direttore generale dell’Inter negli anni 2000, compreso l’anno vincente di Mourinho: “Porto in dote il Triplete” ha evidenziato una volta ufficializzata la sua nomina. “Sono felice di lavorare per il Cagliari, il simbolo di un”intera isola, nella quale già lavoro tre giorni alla settimana”.

Dopo Capello e Colombi, il Cagliari ha inoltre acquistato Benedetti Longo, altri due giovani per il progetto Zeman. Entrambi vengono dall’Inter, ma se il primo è stato ceduto a titolo definitivo, il secondo è arrivato in prestito con diritto di riscatto per i rossoblù e controriscatto per i nerazzurri. Il destino di quest’ultimo verrà condiviso da Crisetig.

Il Cagliari ha due giocatori ricercati da mezza Italia. Uno è Victor Ibarbo, l’altro Davide Astori. Il colombiano e il centrale azzurro sono entrambi nel mirino dell’Inter, che ha ora una corsia privilegiata. Ma se il primo non è essenziale al nuovo corso Mazzarri, il secondo potrebbe arrivare con facilità. Pareva fatta con la Lazio, ma se l’Inter chiama cambia tutto. Considerando anche la volontà della Beneamata di tenere il giocatore fino al 2015 nella propria squadra satellite.

Squadra satellite. Due parole vicine che il popolo rossoblù e sardo, orgoglioso come pochi al mondo, vorrebbero mai sentire accostate al Cagliari. Esistono tantissimi esempi, riconosciuti o facilmente constatabili nonostante la mancanza l’ufficialità. Il Cagliari sta diventando una società satellite dell’Inter? Gli indizi parlano, ognuno potrà dire la propria a riguardo. Di certo, l’influenza dell’Inter nelle vicende del Cagliari torna abnorme, come negli anni ’60. Moratti e Rovelli erano i presidenti dietro Corrias, ora i nerazzurri Giulini e Filucchi hanno aggiunto al proprio lavoro isolano nella Fluorsid e nella Saras il lato sportivo della Sardegna.

Ah, in tutto questo il Cagliari di Zeman promette spettacolo, i tifosi sono estasiati e le aspettative altissime. Ma ci sarà un prezzo sportivo e nella vita di tutti i giorni da pagare?

Fonte: goal.com