Domenica di festa, riaprite quella curva. Ma purtroppo non lo farete

Archiviata con due successi la sosta dedicata alla Nazionale, torna in campo domenica l’Internazionale. Dall’azzurro al nerazzurro. E contro il Sassuolo sarà la prima in casa di questo campionato per la Beneamata. In molti vorrebbero andare al Meazza, la prima di campionato tra le mura amiche regala sempre emozioni particolari, si gioca alle 15, orario che consentirebbe un’andata e ritorno in giornata anche a chi vive lontano da Milano. Purtroppo non sarà possibile entrare in Curva Nord, il secondo anello verde, il settore dove più che vederla, si vive la partita, incitando la squadra.

La norma contro la discriminazione territoriale è stata modificata dal nuovo consiglio federale, in questa stagione non scatterà più la squalifica automatica per cori da campanile sicuramente non edificanti, ma che si sentono in tutti gli stadi da più di trent’anni. Ma la Nord nerazzurra dovrà scontare comunque ancora una giornata di chiusura decisa la scorsa stagione. Della serie: “Abbiamo sbagliato, ma dovete ancora pagare per il nostro errore”. Se poi ora a capo della Federcalcio c’è un Presidente anch’esso scivolato sulla classica “buccia di banana”, scatenando polemiche e addirittura un’inchiesta da parte dell’Uefa, il protrarsi della chiusura della Curva interista sa di beffa. Abbiamo indagato e ieri, sino a metà pomeriggio, in Federazione nessuno aveva letto la lettera aperta scritta sulla questione dalla Curva Nord Milano al Presidente federale Carlo Tavecchio e che è ancora in bella mostra sul sito www.curvanordmilano.net. Spiegata la cosa, ci hanno detto che Tavecchio non ha il potere di riaprire la Curva, però subito dopo ci siamo permessi di inviare una mail a Via Allegri contenente il testo della lettera. Non si sa mai…

Dagli spalti al campo. Inter-Sassuolo è divenuta gara improvvisamente più complicata di quanto potesse sembrare prima delle due partite giocate dall’Italia contro Olanda e Norvegia. Gli emiliani schierano in attacco un campione che si chiama Simone Zaza. Quanto fatto vedere in azzurro, specialmente nella partita che contava, quella in Norvegia, dice che siamo di fronte ad un giocatore completo, tecnicamente e fisicamente, con una personalità spiccata e che non scade in atteggiamenti controproducenti. Bravo Antonio Conte ad accorgersi del talento lucano. Vicino a Zaza, agirà Domenico Berardi che dopo il poker servito al Milan nello scorso campionato, che costò la panchina ad Allegri, sembrava addirittura sul punto di poter far parte della spedizione azzurra in Brasile. Poi un calo, qualche problema caratteriale, non gli hanno fatto bruciare le tappe, comunque a 20 anni è il gioiello dell’Under 21 che è riuscita a qualificarsi per la fase finale del campionato europeo di categoria.

Insomma, il Sassuolo del milanista Squinzi, che appena sbarcato in serie A ci ha fatto sapere di sognare la vittoria per 1-0 a San Siro contro l’Inter, davanti farà soffrire la difesa nerazzurra. Inoltre mancherà Vidic, grazie all’assurda espulsione rimediata a Torino. Detto questo, dopo lo scialbo pareggio alla prima giornata, non si ammettono repliche. Lo ha ordinato anche Thohir, contro il Sassuolo bisogna vincere per iniziare a porsi obiettivi importanti a prescindere da modulo e uomini che di volta in volta sceglierà Mazzarri. Squinzi dovrà continuare a sognare, per poi arrivare all’incubo quando nella mente gli tornerà lo 0-7 rimediato al Mapei Stadium. Ci dicono anche che domenica al “Meazza” potrebbe tornare a risuonare “Pazza Inter” e se così non fosse, potrebbe esordire “Nerazzurri siamo noi”, una nuova canzone proposta da Gianfelice Facchetti. Per l’Inter musica, allegria e speriamo vittoria. E se riaprissero anche la “Nord”, sarebbe una bella domenica di calcio. Come quelle di una volta.

Fonte: fcinternews.it