Discriminazione territoriale, gli ultras dell’Inter ci vanno giù pesante

Dagli studi dell’emittente ‘Sportitalia’, gli ultras dell’Inter, ospitati assieme a quelli di Juventus e Milan, si sono espressi in termini piuttosto pesanti contro la vigente norma che sanziona la discriminazione territoriale negli stadi al pari dei comportamenti e dei cori razzisti, e contro i cosiddetti ‘signori del calcio’, che per i tifosi sono i responsabili di questa situazione, che ha condotto alla chiusura di San Siro per la gara contro l’Udinese.

Franco Caravita, uno dei leader della Curva Nord, ha attaccato: “Leggo che noi facciamo il male delle società, ma noi vogliamo il bene della società e queste norme la comunità europea e l’Uefa hanno detto chiaramente che sono state create in Italia. Sono norme che andavano abolite ieri, perché la costituzione parla di libera parola. Gli unici discriminati siamo noi”.

“Questi signori del calcio – ha proseguito Caravita, rincarando la dose in modo pesante – si svegliano la mattina e si drogano con la cocaina, anche perché guadagnano un milione l’anno. Dopo che sono drogati, decidono di stroncare gli ultrà”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Matteo Pisoni, un altro dei capi ultras nerazzurri: “Noi spesso e volentieri veniamo travolti da situazioni in cui siamo attori non protagonisti. – ha sostenuto – Discriminazione? Ci sono gli sfottò, ma per gli ultras vedo che ci sono leggi speciali.Il problema sembra essere noi come gruppo facilmente attaccabile e non ascoltato”.

Per il Milan sono intervenuti invece Giancarlo Capelli e Luca Lucci. “Io sono stato tra i promotori del movimento ultras. – ha sottolineato Capelli, detto ‘Il Barone’ – Noi facevamo parte del movimento ultras, poi purtroppo nel 2005 si è sciolto ed è stato un peccato. Se ci fosse stato questo movimento, forse non saremmo arrivati dove siamo arrivati. Dopo 13 anni parliamo ancora di queste situazioni che non ci saremmo mai aspettati. E’ arrivata la tessera del tifoso, ci hanno tolto i tamburi, ci hanno tolto le bandiere, ci hanno tolto i megafoni, ci hanno tolto tante cose. E adesso vediamo dove arriviamo”.

Lucci è tornato invece sul coro nella gara contro la Juventus che è costato caro al club rossonero. “Il Milan dice che questo famoso coro nella gara contro la Juve non c’è stato? Sì, è stato fatto. Abbiamo fatto il famoso coro contro i napoletani: ‘Senti che puzza, scappano i napoletano….’. Secondo il giudice è discrimazione territoriale? Non esiste nessuna discriminazione territoriale, è una legge inventata nell’ultimo periodo. Si può parlare di tutto, tranne che di razzismo”.

“E’ un coro da stadio che si fa da 30 anni, – ha spiegato ancora – non c’è alcuna motivazione per chiudere uno stadio visto che è un coro di sfottò. Negli ultimi dieci anni lo abbiamo fatto tantissime volte. E’ un coro contro i tifosi del Napoli, nasce nel periodo di Maradona. Questo coro nasce nel 1988, sono 35 anni”.

Quindi sugli stadi vuoti: “Dire che oggi gli stadi sono vuoti perché c’è violenza e perché vengono fatti i cori razziali, è una grandissima stupidata. – ha affermato Lucci – Uno non va allo stadio perchè sente i cori contro i napoletani o perché deve fare la fila per una settimana per il biglietto, per la tessera e sbattimenti vari? E non mettiamo dentro il prezzo del biglietto, perchè se ce lo mettiamo dentro, abbiamo fatto l’en plein”.

Infine il capo ultras ha espresso il suo punto di vista sulla decisione di chiudere San Siro contro l’Udinese: “Curva chiusa e il resto dello stadio aperto? Non mi sta bene, – ha concluso – deve stare aperto tutto lo stadio. Il Milan sbaglia a dire che i cori non ci sono stati, dovrebbe dire che quei cori non sono da punire, perché non è razzismo. Non sta in piedi la discriminazione territoriale”.

C’è spazio anche per il mondo Juventus: tocca a Loris Grancini, rappresentante dei Viking della Curva Sud, prendere la parola. “Credo sia difficile che le due Curve di Milano facciano discriminazioni territoriali, come pure la nostra, vorrei proprio contare quanti sono realmente milanesi e torinesi… Poi è chiaro, ai napoletani può dare fastidio il ‘lavali col fuoco’ come a noi i cori sull’Heysel, sono cose brutte, che però possono capitare ovunque, non solo allo stadio”.

Questo il suo parere sulla situazione negli stadi italiani: “Se la prendono con gli ultras per giustificare il fatto che sono vuoti, eppure le tessere del tifoso ci sono, gli incidenti sono calati, ormai siamo quasi i migliori in Europa”.

Fonte: goal.com