Digiuno a San Siro come 42 anni fa. Poi fu scudetto!

Il calcio ha le sue regole, e il comandamentomorattiano per domenica è uno solo: battere il Siena. San Siro ha bisogno d’affetto. Immediato. Strama lo sa: sarà il suo personalissimo Palio. Strama che nelle sue 17 partite da allenatore dell’Inter (fra l’anno scorso e oggi) ha perso 4 volte, vincendone 9. I dati sono dati, e offrono spunti che spalancano letture. Esempio: nelle 3 gare interne di Europa League, i nerazzurri sono sempre andati sotto prendendo il primo gol generato da calcio di rigore. Puoi spiegarla in mille modi una coincidenza così. Come un’altra che fa ben pensare: l’ultima volta che l’Inter cominciò con 4 non-vittorie in casa, vinse lo scudetto, 1970-71.
Cambiò anche la panca, ma questa è un’altra storia. E alla quinta resuscitò A volte i numeri sono nemici degli episodi, di certo si tratta di statistiche che oggi danno vita a tangibili montagne russe: 4 vittorie in trasferta con 10 gol fatti e zero subiti, zero vittorie in casa con 9 reti prese. Impeccabile fuori, impossibile in casa.
La striscia di quest’anno (Hajduk, Vaslui,Romae Rubin) va portata indietro nel tempo emessa a confronto con l’ultimo ruolino di quel tipo: allenava Heriberto Herrera (poi sostituito da Invernizzi, proveniente dalle giovanili, alla sesta giornata) e le 4 gare senza vittoria furono Inter- Atalanta 1-2 di Coppa Italia, Inter-Newcastle 1-1 diCoppa delle Fiere (l’antenata dell’Europa League), Inter-Roma 0-0 e Inter-Cagliari 1-3. E alla quinta? Semplice, fu vittoria contro il Torino per 2-0. Lo spartito sparito La gente si aspetta questo: la vittoria contro il Siena. Facile dirlo, farlo chissà. Di certo l’altra sera contro il Rubin non si è visto un disegno preciso come a Torino: all’Olimpico l’Inter ha svolto musica secondo uno spartito preciso; contro il Rubin se lo spartito c’era s’è perso, si è volatilizzato mettendo in mostra la maggior organizzazione dei russi. Quanto conta Wes Ma è ovvio che non è tutto qui: Stramaccioni ha potuto notare una volta di più quanto sia importante la figura di Sneijder come raccordo fra gli ultimi due reparti: portare su la palla – senza l’olandese – sembra spesso una via crucis.
La presenza di Coutinho largo a sinistra contro il Rubin ha tolto copertura a Nagatomo e un legame in mezzo al campo. L’importanza del 99 Se non altro, Stramaccioni ha notato pure che la depressione post-gol stile Inter-Roma è svanita.
La reazione c’è stata, e la scintilla pure: quella di Cassano. Senza Wes e Palacio, il Numero 99 è stato oro. Due assist, due gol finora. San Siro attende il dono da tre punti.

Fonte: Blog NCC news