Diamo i numeri di Inter-Catania: A bocca asciutta, Guarín resta a casa, fuori le mele marce.

Thohir torna a Milano ed è presente in tribuna, un Inter offensiva come mai, affronta a San Siro il Catania ultimo in classifica che quest’anno ha sempre perso in trasferta, il tridente argentino con Milito assetato di gol, Palacio che non segna dal derby e Alverez reduce da alcune prestazioni sotto la media stagionale, fa respirare aria di rivincita. I presupposti c’erano tutti, ne viene fuori un pareggio a reti bianche, senza che nessuno abbia mai rischiato di vincere. Diamo i numeri della gara, da ZERO a DIECI.

ZERO volte. Il Catania, in tutta la sua storia, non ha mai vinto contro l’Inter a San Siro. Su diciannove gare disputate, sono tre i pareggi e sedici le vittorie dei nerazzurri. L’ultimo pareggio risale al rocambolesco 2-2 del 2012, quando l’Inter sotto di due reti riagguantò il risultato con le reti di Forlan e Milito in nove minuti.

UNO il punto. Primo punto del Catania in trasferta. Nelle precedenti dieci partite fuori casa i siciliani non avevano mai vinto.

DUE gradi di parentela. Sono quelli che passano tra questo Campagnaro, e quello di inizio stagione. L’argentino non si stacca mai dalla linea difensiva, e vista la continuità di Rolando, e qualche buono spunto di Juan Jesus diventa l’ultimo dei tre.

TRE semplici regole. Thohir deve aver capito che aria tira, ma per essere chiari i tifosi lanciano messaggi scritti a grandi lettere. Le regole dettate sono:
1. Mai trattare con Juve e Milan
2. Metti subito un tuo uomo di fiducia
3. Vecchia dirigenza a casa
Altri striscioni si vedono nei vari settori, tra questi: “un applauso a tutti gli interisti” sempre riferito all’affare Guarín; e poi rivolto alla classe arbitrale “Rigore non è quando arbitri l’Inter”.

QUATTRO tiri del Catania. Tutti fuori bersaglio. I tiri dei nerazzurri invece sono undici, di questi solo tre nello specchio della porta. La superiorità nel gioco è stata netta, ma molto sterile.

CINQUE giorni alla chiusura del calciomercato. L’Inter si è mossa poco, “vendere prima di comprare”, così è stato detto, ma oltre alla cessione in prestito di Pereira non si registrano grossi movimenti. L’offerta del Borussia Dortmund per Ranocchia tarda ad arrivare, ed in più c’è da gestire la delicata situazione di Guarín. Il Guaro però non è più quello che ha il coltello dalla parte del manico; con il mondiale alle porte, non può permettersi di vivere questi mesi da separato in casa, e quindi dovrà accontentarsi di essere ceduto alle condizioni che favoriscono il club nerazzurro. I capricci lasciamoli ai bambini.

SEI il voto della sufficienza. È difficile scegliere il migliore in campo tra i nerazzurri per la partita contro il Catania. È difficile perché probabilmente nessuno va oltre la sufficienza. Ci sentiamo di premiare la solidità difensiva di Rolando, ed il fatto che nel secondo tempo, l’unico tiro a bersaglio porta la sua firma.

SETTE punti in due mesi. Dal 1 dicembre ad oggi, l’Inter ha raccolto la miseria di sette punti vincendo solo nel derby. A dicembre ha pareggiato contro Parma e Samp e perso con il Napoli e nel nuovo anno, ha perso in trasferta con Lazio, Genoa, e pareggiato contro Chievo e Catania in casa.

OTTO partite consecutive. È l’imbattibilità interna dell’Inter, quattro vittorie e quattro pareggi. Cerchiamo di vedere per quanto è possibile, il bicchiere mezzo pieno.

NOVE pareggi. In ventuno partite, con otto vittorie e quattro sconfitte, il pareggio è il risultato prevalente.

DIECI quello che manca. Il fantasista, quello che fa il passaggio decisivo. L’Inter è imprecisa e macchinosa. Kovacic gioca ancora poco, e quando gioca non fa niente per dimostrare di meritare qualcosa in più. Gli spunti isolati di Alvarez non bastano, Ruben Botta è una speranza.