Ultimo derby per Cambiasso?

Esteban CambiassoIl derby dei saluti. Chiamatelo così, lo spettacolo in scena domenica sera a San Siro. Fazzoletti alla mano, pronti. Perché Erick Thohir sta costruendo la sua nuova Inter e ha deciso di tagliare nettamente con il passato: sarà l’ultima sfida al Milan di Javier Zanetti, mai contattato con convinzione per giocare un’altra stagione (cosa che il capitano avrebbe fatto volentieri) e corteggiato da numerose squadre estere tra cui il Chelsea che l’argentino ha rifiutato per dare la sua assoluta priorità all’Inter.

Aspettando di capire il suo ruolo in società, ancora non definito e da discutere, c’è anche Esteban Cambiasso quasi costretto a fare le valigie. Trenta partite da titolare quest’anno, spesso tra i migliori in campo, pezzo di storia dell’Inter che non è stato contattato concretamente fino a oggi dalla società per discutere della sua situazione. Un’attesa in stand-by che non farebbe piacere a nessuno, figurarsi a Cambiasso che di fronte a una precisa volontà tecnica dell’Inter di trattenerlo avrebbe firmato praticamente in bianco.

Ma il Cuchu non è stato inserito fin qui nei programmi, l’attesa per la situazione del rinnovo sta durando tanto. Forse troppo, dato che per chi era già pronto a volare a Torino per firmare con la Juventus come Fredy Guarin c’è stato tempo di rinnovare.

A questo punto, come Zanetti, Milito e Samuel, anche Cambiasso sta facendo i conti con la possibilità di salutare per sempre l’Inter. Perché lui continuerà a giocare di sicuro, si sente integro e lo ha dimostrato sul campo. Tanto che il ct dell’Argentina, Alejandro Sabella, sarà a San Siro per seguire Cambiasso in chiave Mondiale: se dovesse essere nella lista dei 30 pre-convocati, allora sarebbe davvero fatta per Esteban che prenderebbe il posto del malconcio Gago.

Volare in Brasile varrebbe più di mille parole per un centrocampista che rappresenta una garanzia ancor prima che un pezzo di storia della società. E che poteva essere un leader da mantenere nello spogliatoio per evitare di perdere tutte le figure più importanti in un colpo (come è stato per Gattuso, Ambrosini e compagni al Milan, con risultati evidenti), dato che Cambiasso sarebbe potuto essere il capitano dell’Inter di Mazzarri che già saluterà i vari Zanetti, Samuel, Milito e compagni. E che invece rischia di ritrovarsi con Ranocchia come primo giocatore in ordine di anzianità di militanza nel club in rosa, lui che a Milano ha vinto solo una Coppa Italia.

Al di là della discutibilità della scelta, a Cambiasso le offerte non mancano: sono gli ultimi giorni di attesa prima di comunicare le sue decisioni, l’amore per l’Inter lo ha spinto ad attendere fin qui, chissà che non sia già troppo tardi per tornare indietro o se Thohir non conti proprio sul senso di appartenenza del Cuchu del poter firmare in cinque minuti per farsi vivo solo all’ultimo. Aspettando la garanzia di giocare in Europa League per gestire la rosa del prossimo anno.

Ma fino a oggi, il telefono non è squillato. Come squillerà a ripetizione quello degli uomini di fiducia di Piero Ausilio, attesi a Londra domani per la semifinale di ritorno tra Chelsea a Atlético: l’ormai solita relazione su Torres, non quella sullo squalificato John Obi Mikel che sarà però al centro delle chiacchierate con i suoi agenti. Non va escluso infatti un contatto in questi giorni, l’Inter sta iniziando seriamente a informarsi sulla percorribilità delle varie piste di mercato per entrare in azione da metà maggio.

E Obi Mikel sarebbe il prescelto di Mazzarri sotto l’aspetto tecnico proprio nel ruolo di Cambiasso. L’operazione con il Chelsea resta economicamente difficile, Mikel guadagna anche molto (oltre i 4 milioni tra parte fissa e bonus) dunque è ancora presto per sferrare assalti. Ma non è troppo presto per preparare i fazzolettini. Perché il Milan-Inter degli addii si avvicina, chissà se sarà l’ultimo anche per Cambiasso.

L’ora delle scelte, quelle definitive, ormai è dietro l’angolo: benvenuti al derby dei saluti…

Fonte: goal.com