Ritenta, sarai più fortunato!

Balo-day, derby di Balotelli, la serata di SuperMario…
Chi doveva essere il protagonista della serata? Solo lui, solo il 45 rossonero, descritto da molti media, anche sulla scia delle elezioni, il vero protagonista di una partita ancora tutta da decidere e persino da giocare! Forse dimenticando che una partita è giocata da 22 giocatori e non soltanto dal neo acquisto rossonero.
Eppure proprio il SuperMario, quello che doveva essere il protagonista della serata, è rimasto dietro le quinte, incapace contro Handanovic di mettere a segno quel gol che tanto aspettava, forse con troppa fretta, per convincere gli interisti su quanto avessero sbagliato con la sua cessione. Ma di Balotelli nemmeno l’ombra, o meglio era in campo ma si è reso protagonista più per le sue volgarità contro la Curva Nord che per le sue giocate. Evidentemente troppa pressione, troppe aspettative, o semplicemente troppa inesperienza per ritenerlo l’uomo derby prima che la partita stessa si giochi?
I derby non sono ancora affar suo, giocatore di tecnica, ma di poca testa, i derby piuttosto sono per Giocatori come Milito, che ieri ancora una volta è mancato terribilmente.

D’altra parte, l’Inter ha mostrato due facce della stessa medaglia, un’Inter spenta nel primo tempo e vivace e con voglia di ribalta nel secondo. Un po’ come la squadra nelle ultime giornate: discontinua e capace di alternare match da dimenticare a partite eccezionali.

Durante la ripresa Strama decide di superare l’inerzia della gara, inserendo Schelotto al posto di Cambiasso. Una sostituzione che ha suscitato non pochi dubbi tra la tifoseria. Ma bastano pochi minuti e proprio Ezequiel Schelotto, l’acquisto più criticato della stagione, si mostra l’ “asso nella manica” di Strama, andando in rete con un colpo di testa. Ed eccoci lì, ancora una volta capaci, nonostante le grosse difficoltà, di strappare un punto ai cugini milanisti che già assaporavano il gusto della vittoria. Ed eccolo lì, Ezequiel Schelotto, ragazzo semplice, molto criticato e quasi dimenticato, che in pochi minuti entra in campo e mette un segno un gol che ricorderà per sempre: primo gol a San Siro, primo gol con la maglia nerazzurra, proprio quando la sua famiglia era lì sugli spalti ad acclamarlo. Il gol non è valso la vittoria, ma è significato tanto per i nerazzurri e per Schelotto stesso, capace di emozionarsi e di versare lacrime di gioia davanti al suo pubblico.

Due giocatori agli antipodi, due mondi opposti, come il Milan e l’Inter. Certo Schelotto non ha la stessa tecnica di Balotelli, non ha la stessa popolarità del “SuperMario Nazionale”, ma ha tanto da dimostrare in un paese in cui spesso contano più le disavventure e le prime pagine sui giornali di gossip, che la semplicità di un giocatore che è lì solo per il suo mestiere e non per altro.