De Sanctis innalza Mazzarri nel novero delle entità metafisiche

Se la Roma nelle prime 6 giornate di campionato ha subito soltanto un goal è anche merito suo. Morgan De Sanctis si sta rivelando un ottimo acquisto per il club giallorosso, e dall’alto della sua esperienza fra i pali riesce a trasmettere grande sicurezza a tutto il reparto arretrato capitolino.

“La Roma per me è stata la scelta giusta. – ha affermato il portiere ai microfoni de ‘Il Messaggero’ – L’avevo già sfiorata nel 1995, poi presero Sterchele… L’esordio in A peraltro l’ho fatto contro la Lazio: ero alla Juve, mi fece gol Salas. Sicuramente andò meglio la prima in B, con una vittoria. E alla seconda presenza ho parato un rigore a Vieri”.

“Quando ho deciso di venire qui, – ha spiegato ancora De Sanctis – ero consapevole che questa fosse una squadra forte, mi sono andato a rivedere i punti che negli anni passati aveva fatto con le grandi e sono rimasto impressionato. Ho lasciato Napoli per situazioni che mi hanno ferito. Sapevo che la Roma poteva e voleva costruire una grande squadra, compatibilmente ai conti e alle finanze. Ci sono riusciti e ora stiamo cominciando ad ottenere i risultati. Siamo consapevoli della nostra forza e chissà dove possiamo arrivare”.

Sabato sera i giallorossi affronteranno l’Inter in uno dei big match della 7ª giornata di Serie A, e per De Sanctis sarà un po’ particolare trovarsi da avversario l’allenatore cui deve tanto, quel Walter Mazzarri che lo ha accompagnato nei 4 anni dell’avventura napoletana.

“Per me il mister è quasi una divinità. – ha dichiarato il portiere, esaltando l’ex tecnico – Un allenatore bravissimo, un esempio per tutti su come gestisce la fase difensiva. Io a Napoli l’ho avuto quattro anni: ogni stagione è riuscito a fare più di quello che erano le nostre possibilità. Dall’esterno è uno antipatico, lamentoso, poi l’ho conosciuto e non è così. È solo un’immagine che trasmette agli altri. Ha pochissimi difetti e per noi non sarà facile”.

De Sanctis dice tuttavia di conoscere come il tecnico di San Vincenzo studierà la partita: “Io già so come potrà affrontarci. – ha sostenuto l’estremo difensore – Se lo conosco bene, in fase di non possesso, si metterà a quattro. Come si batte l’Inter? Vediamo. Dico solo che ci vuole pazienza, ce l’ha detto anche l’allenatore. Non dobbiamo farci prendere dall’ansia”.

Chiusa la parentesi sulla partita, De Sanctis ha parlato dell’esperienza che sta vivendo alla Roma: “Oltre a parare – ha rivelato – Garcia mi chiede di cominciare a fare gioco. Mi riesce facile perché davanti ho gente di personalità, che non ha paura di ricevere il pallone. Provo solo a fare cose semplici. Il piede caldo non è la mia principale caratteristica”.

E sugli obiettivi di questa stagione per i giallorossi, il portiere non ha dubbi: “La Roma deve giocare per le prime cinque posizioni, – ha affermato – questo è il concetto e lo ribadisco. Che poi questa squadra possa raggiungere obiettivi ora impensabili lo scopriremo presto. Non lo sappiamo nemmeno noi dove possiamo arrivare. Scudetto? A questa domanda risponderò dopo il girone di andata”.

De Sanctis ha quindi parlato dell’evoluzione del ruolo del portiere negli ultimi decenni: “Il ruolo negli ultimi 20 anni è cambiato poco, – ha detto – ma sono cambiate molto le regole. La vera rivoluzione, per chi ricopre un ruolo di reazione, è l’utilizzo di materiali sintetici. In primis il pallone. In quel momento è cambiato il ruolo, specialmente per i portieri e i difensori. Se il portiere deve essere pazzo? Non ne sono molto convinto, specialmente se pensiamo a un mito come Zoff. Per me chi gioca in porta deve essere diverso, e io penso di esserlo. Detto tra noi, con i piedi ero scarso e così mi sono messo in porta. Ero affascinato dai guanti”.

Dopo l’Inter, alla ripresa del campionato dopo la sosta i giallorossi potrebbero giocare al San Paolo contro il Napoli, se fosse confermata l’inversione di campo, e per De Sanctis sarebbe un nuovo amarcord, l’estremo difensore tuttavia frena: “Alt. La partita si deve giocare all’Olimpico, senza se e senza ma. – ha tagliato corto – O sabato, o venerdì, ma all’Olimpico, come da calendario. So che il prefetto è campano e se non sbaglio tifoso del Napoli. Non vorrà mica che questa situazione venga strumentalizzata… È vero, c’è una manifestazione importante, ma l’alternativa c’è”.

Fonte: goal.com

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