Per De Boer una salutare lezione d’italiano

Primum vivere, deinde… Tradotto: nelle situazioni di difficoltà meglio pensare al concreto e non perdersi in astratte speculazioni. Concetto che, rapportato al calcio, si sposa alla perfezione con la partita dell’Inter di ieri sera: un tiro, tre punti. Southampton battuto, prospettive europee più rosee ma, soprattutto, panchina (quella di De Boer) un pochino più salda.

Una lezione di italiano per il tecnico olandese, diciamo così. Forse la più utile tra le tante che ha preso da due mesi a questa parte per imparare la nostra lingua. Contro i Saints Frank l’olandese avrà di certo imparato che un portiere in serata di grazia (Handanovic), un centrale difensivo attento (Miranda), un centrocampista tignoso (Medel) e un esterno offensivo dal piede caldo (Candreva) possono a volte trasformarsi in puro ossigeno per dei polmoni intossicati.

Respira insomma De Boer. E respira tutta l’Inter. Per un paio di giorni almeno, quelli che servono per preparare la trasferta di Bergamo. C’è l’Atalanta all’orizzonte, c’è l’ex Gasperini, c’è una tradizione poco favorevole: non la trasferta più agevole per una squadra con poche idee, ancor meno certezze e scarsa fiducia in se stessa.

A meno che la lezione di ieri sera non venga mandata a memoria e – errori dei singoli a parte – replicata. Primum vivere, deinde philosophari. Vale al giovedì sera, varrà ancor di più domenica pomeriggio. Non perchè ci sia da fare corsa sulle fuggitive ma molto più concretamente perché c’è una panchina solo puntellata ma ancora da salvare.

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