D’Ambrosio-Nagatomo, da marginali a protagonisti: caduta e rinascita dei due terzini. È un segnale di Mancini

Alzi la mano chi, alla lettura delle distinte ufficiali, ieri sera non sia rimasto sorpreso. Assieme a Icardi, in panchina, non figuravano i nomi di Danilo D’Ambrosio e Yuto Nagatomo. Dimenticanza dell’ufficio stampa? Infortuni dell’ultima ora? No. Alzando lo sguardo, ci si è resi conto che i due erano tra i titolari. Dolcetto o scherzetto? Entrambi.

Dolcetto per i due che fino a ieri (anche se Nagatomo aveva già giocato in precedenza con il Carpi e pure titolare contro il Palermo) erano dati per sicuri partenti da Appiano. Scherzetto a Rudi Garcia, e in particolare alle sue migliori armi: Salah e Gervinho.

I due esterni offensivi della Roma, infatti, hanno trovato avversari atleticamente e psicologicamente pronti ad affrontarli anche nell’uno contro uno. Pane duro tanto per l’egiziano quanto per l’ivoriano, che mai prima di ieri avevano riscontrato così tante difficoltà nel saltare l’uomo e creare la superiorità numerica.

Un segnale forte da parte di Roberto Mancini, che ha dimostrato di avere saldamente in pugno lo spogliatoio. Con queste scelte, il tecnico nerazzurro ha detto chiaro al gruppo: “Per me, siete tutti uguali”. Soprattutto perché davanti c’era l’avversaria più temibile in uno scontro cruciale. E le risposte avute da D’Ambrosio e Nagatomo sono state estremamente positive, tanto a livello tecnico che di testa.