Dai fischi agli applausi, passando per un derby che inaugura l’era Mancini.

È lunedì mattina, e la settimana per noi nerazzurri inizia con i commenti post partita, ieri infatti si è giocato il derby di Milano, terminato con il pareggio (1-1), le due squadre hanno così portato a casa un punto a testa.

È vero, il derby non è una partita come le altre, un derby lo si gioca per vincere, ma mai come ieri era importante anche qualcosa che andasse al di là del risultato.

Chi lo avrebbe immaginato un mese fa, che questo derby sarebbe stato così speciale, o che potesse essere preceduto da così tanta ansia e adrenalina da parte di tifosi e giocatori, sì perché in un mese molte cose sono cambiate.
A partire dall’esonero di Mazzarri, tutto è cambiato.

È tornato a sedere sulla nostra panchina Roberto Mancini, riportando con la sua sola presenza, quell’entusiasmo che da troppo tempo mancava al popolo nerazzurro, incominciando la sua nuova avventura all’Inter proprio dal derby, rivestendolo così di un significato speciale.

Il sogno dai contorni romantici di tutti noi, dopo gli avvenimenti delle ultime settimane, sarebbe stato quello di assistere ad una prima del Mancio da vincitore del derby, ma non ci si poteva realmente aspettare che in cinque giorni la situazione potesse cambiare di molto, o che avrebbe rimediato come per magia, ad errori e mancanze che altri prima di lui, avevano commesso.

Ciò che non è passato inosservato, è che ieri le carte per vincere la partita c’erano tutte, avevamo anche l’asso nella manica Icardi, che però è sparito nel nulla, abbiamo assistito ad un’Inter comunque diversa dal solito, ben disposta in campo, grintosa, determinata, e che ha ben gestito tutto il primo tempo.

Anche dopo aver subito il gol, non si è lasciata spaventare, insomma nonostante gli errori che ci sono ovviamente stati, quella di ieri non era l’Inter svampita delle ultime gare.
È stato dunque, il derby della testa e del cuore, caratterizzato dalle decisioni prese in società nell’ultimo periodo, e dalle mille emozioni provocate da un ritorno, che in tanti non credevano possibile.

I fischi, sono stati sostituiti da un boato unanime volto a dare il bentornato a casa al Mancio, le facce tristi si sono trasformate in sorrisi, possiamo finalmente tornare a sognare, e non importa quanto tempo ci vorrà, abbiamo piena fiducia nel nostro nuovo condottiero, e grazie a lui la “pioggia” non fa più paura.