Da Moratti a Thohir, sarà dura risalire

L’Inter è in crisi. E il problema è di calcio giocato, male, dopo un bimestre di cose buone e illusioni annesse; di calcio mercato, da qui a fine gennaio vediamo come procede, ma le linee guida non sono affatto chiare; e di calcio in senso stretto, ovvero la gestione di una squadra-società orfana di Massimo Moratti e troppo distante da chi ne ha preso le redini, ovvero Erick Thohir.

La squadra ha misurato i suoi primi affanni in ottobre, quando è stato sancito il passaggio di consegne fra il vecchio e il nuovo gruppo dirigente, e dopo la metà di novembre quando il passo è stato compiuto. Mazzarri ha avvertito i sintomi di un suo, personalissimo, disagio proprio in quei momenti: e ha avuto modo anche di raccontarlo, talvolta. E giocatori non sono stati immuni da questo cambio di ruoli al vertice, con lo smarrimento di alcuni e scelte discutibili nella gestione tecnica. Perdipiù, nemmeno il gruppo dirigente si è adeguato al nuovo mondo indonesiano: Né poteva essere altrimenti, crediamo.
E questo è il punto della crisi, al di là dei meriti/demeriti di allenatore e squadra e giocatori da recuperare o da ingaggiare. Una crisi di progetto e anche di umori, di strategie e di sentimenti, con un punto di riferimento fisso, nel bene e nel male, che non c’è più (Moratti) e che non può essere Thohir, non subito perlomeno e per evidenti motivi.
La lenta discesa della squadra è nelle cifre: 13 punti nelle prime 5 gare; 15 nelle successive 10; fino alla tripla sfida con Napoli, Milan e Lazio risolta con l’invenzione di Palacio e la depressione vssuta al San Paolo prima e all’Olimpico poi. Il sesto posto in classifica, dietro il superbo Verona di Mandorlini e Toni, è il risultato fin qui acquisito. E il gioco che rallenta e si inaridisce, gara dopo gara, è il sintomo peggiore che si possa gestire.
Il quadro è amaro, ci sono uomini e mezzi per poter risalire, ma non sarà facile oltrepassare la linea che porta da Moratti a Thohir, questo cambio di vita vissuta, di idee e –perché no?- di affetti che ha stravolto il mondo nerazzurro. Era da mettere nei conti di una stagione così: dura e difficile.

Fonte: Sport Mediaset