Da 10 milioni di tifosi, ecco 1 miliardo di euro

Dieci milioni di interisti (tifosi interisti) sparsi per il mondo. La quota: 50 euro ciascuno, non una enormità. Farebbero 500 milioni di euro. Se poi la quota dovesse salire a 100 euro cadauno, farebbe un miliardo di euro.
L’Inter che da Massimo Moratti, l’Italia e l’Europa, ha spostato il suo bacino di utenza con Erick Thohir ai 3 miliardi di abitanti del pianeta Asia, trova questa strada alternativa agli sforzi finanziari di un magnate, alle entrate garantite dalle tivu e dalle Eurocoppe, in virtù di un’idea –che pretende forma di iniziativa- che viene da Verona e coinvolge, nel progetto, tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Fc Internazionale.
La notizia è riportata dal Corriere della Sera, a firma Fabio Monti, e il promotore è il prof. Enzo Bonora. Non un azionariato popolare, e nemmeno l’azionariato che è l’asse portante di club come il Barcellona o il Real Madrid, con quote importanti versate dai soci, dell’ordine di qualche migliaio di euro.
Qui si tratterebbe di una società senza fini di lucro, che farebbe da collettore dei versamenti delle quote, versate dai tifosi per il sostegno del club. Un sostegno, pensando al progetto, imponente. Certo non sarà facile trascinare quella decina di milioni di tifosi, che farebbero questo gesto soltanto per passione: le quote studiate sarebbero di varia entità, con quali ritorni non è dato sapere, al momento a solo scopo “benefico” se benefico è la parola giusta.
Un’idea nuova, non sappiamo fino a che punto sentimentale o provocatoria oppure un realtà da poter cavalcare e portare a compimento. Certo è che attorno all’Inter il passaggio di consegne Moratti-Thohir non è stato affatto indolore, e nemmeno portatore di benessere: la crisi societaria, i buchi di bilancio, i problemi della squadra derivanti da tali storture, stanno procurando inevitabili ribaltoni dirigenziali (in corso) e splendide idee –quanto realizzabili?- di chi ama la Beneamata.

Fonte: Sport Mediaset