Contro la Lazio tra sogni e vecchi incubi

Innanzitutto, direi valga la pena iniziare ricordando che l’incontro di andata con la Lazio ci ha regalato una delle poche perle nerazzurre del campionato che sta per concludersi : il gol di Kovacic. Una di quelle prodezze che ti lasciano a bocca aperta, che cambiano l’umore del pubblico e spingono i giocatori a crederci ancora. Difatti, quella sera ci riuscì di riagguantare un pareggio quasi insperato dopo aver chiuso il primo tempo ammutoliti e sotto di due gol. Se non altro, il Natale che arrivò qualche giorno dopo fu un po’ meno amaro e con qualche speranza in più. Se come sembra il croato ci lascerà a fine stagione, credo che questa rete sia la cosa più bella di lui che ci rimarrà negli occhi.

Ma torniamo indietro e andiamo a rivedere la storia dei confronti tra nerazzuri e biancocelesti, dei quali uno… per quanto cerchiamo di rimuovere dalla memoria inevitabilmente riaffiora come importanza storica, come macchia indelebile, e con una data che ha il sapore di incubo: 05/05/2002.

Doveroso ricordarla, ma immagino che nessuno si offenderà se non andiamo ad analizzarla in dettaglio.

Già più simpatico e divertente il ricordo dello stesso incontro giocato qualche mese dopo a Roma. In quel caso agguantammo davvero un pareggio clamoroso dopo una rimonta di quelle che raramente succedono. Perdevamo 3-0 dopo poco più di mezzora e la Lazio pareva spadroneggiare. Ci venne in aiuto un’autorete di Couto, e poi fu il turco Emre a salire in cattedra segnando due reti di rara bellezza. Nel finale, un colpo di testa di Vieri avrebbe potuto addirittura regalarci la vittoria.

Per restare in tema di gol molto belli, non possiamo dimenticare la magnifica azione personale di Evaristo Beccalossi del 1979, conclusa con un tiro imprendibile per il portiere laziale.

Vogliamo inoltre ricordare che la Lazio ha tenuto a battesimo il primo gol a San Siro di due importanti bomber interisti del passato. Uno è spillo Altobelli, che il 23 ottobre del ’77 mise a segno la prima rete davanti al pubblico interista, alzandosi in elevazione come solo lui sapeva fare e mettendo alle spalle di un giovanissimo Garella. Un anno più tardi, Aldo Serena coronò il suo debutto in Seria A, deviando in porta un cross proveniente da sinistra. Il massimo che possa sognare un giovane alla sua prima apparizione nel massimo campionato. Chi lo sa che si possa sbloccare qualcuno dei nostri anche nell’incontro di Domenica sera.

Vorremmo anche rompere il ghiaccio a casa dei biancocelesti, sul cui terreno da diversi anni perdiamo regolarmente. È del 2010 il nostro ultimo risultato positivo, una vittoria per 2-0 a poche giornate dalla fine, peraltro voluta dagli stessi tifosi laziali. La corsa scudetto era infatti tra Inter e Roma, e sappiamo come vanno le cose tra “cugini”. La curva biancoceleste sosteneva i nostri giocatori, e penso che In fondo anche noi avremmo fatto la stessa cosa nei confronti di un avversario del Milan.

Ma il ricordo in assoluto più piacevole contro la Lazio, è la finale di Coppa Uefa del 1998 vinta a mani basse per 3-0. Quella sera l’Inter diede dimostrazione di forza e compattezza in modo encomiabile. Stupendi i gol di Zamorano, Zanetti, e Ronaldo, che nel finale si permsise di “scherzare” un pochino con un Nesta abbastanza innervosito, sia dall’andamento della gara che dai giochetti del fenomeno brasiliano. Una Coppa che fu anche l’unico importante trofeo vinto nei primi dieci anni della gestione Moratti.

E domani proprio le Coppe saranno in palio. La Lazio spera nell’accesso diretto alla Champions, mentre noi ci aggrappiamo ad un filo di speranza, forse l’ultimo, per l’Europa League. Sarà dura. Tuttavia, non dimentichiamoci che in questa stagione pur non brillante, l’Inter con le grandi non ha mai sbagliato partita, strappando risultati positivi a Torino e a Napoli, e battendo recentemente la Roma.

Se vogliamo possiamo farcela.