sabato, Maggio 21, 2022
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Cinquant’anni, Inter e sogni per Mancini: “In futuro voglio…”

L’uomo dei Derby, della storia sampdoriana, del goal di tacco, dell’esordio precoce, dei successi in panchina. Di certo Roberto Mancini non ha avuto una vita calcistica mediocre, iniziata a fine anni ’70 nelle giovanili del Bologna e proseguita delle città più importanti d’Italia, da Genova a Roma, fino a Firenze e Milano.

Domani Mancini spegnerà 50 candeline, la maggior parte delle quali vissute in campo. E’ appena tornato all’Inter, dopo sei anni la nuova società nerazzurra ha scelto l’ultimo grande allenatore italiano del club per poter risollevare le sorti di una squadra attualmente bloccata a metà classifica.

“A cinquant’anni sono ancora a Milano, quasi per caso, di nuovo tecnico dell’Inter. A volte la vita è incredibile” confessa Mancini al ‘Corriere dello Sport’. “Se la sera del quarantesimo compleanno mi avessero detto che i 50 anni li avrei festeggiati di nuovo a San Siro, avrei preso tutti per matti. E invece, eccomi qua”.

Metà secolo per Mancini, si ripercorre tutta la sua vita calcistica, in cui ha incontrato personaggi fantastici, sfidato avversari leggendari, conosciuto persone che hanno fatto la storia di queto sport: “La Sampdoria la squadra della mia vita, Mantovani il mio presidente. Galliani o Moggi? Ora che non litighiamo più, tutti e due. Prima litigavamo spesso e allora avrei detto, nessuno dei due”.

Ci sono cose di cui si pente, Mancini. Una è a tinte azzurre, l’altra proprio nerazzurre: “Tornando indietro non lascerei la Nazionale, fui molto istintivo davanti a Sacchi. Ma in quel momento ero imbestialito. Vidi Zola al posto mio. Non lo rifarei mai più. Non scapparei più dall’albergo di New York dove eravamo in ritiro con l’Italia di Bearzot. Mi scoprirono e il ct non mi chiamò più. Io non gli chiesi scusa: mi vergognavo troppo. Dire sì a Moratti e giocare nell’Inter accanto a Ronaldo. Ve lo immaginate? Da impazzire”.

E invece cosa manca a Mancini? Presto detto: “Mondiale o Champions? La seconda, perché l’ho vista a due passi e non ho potuto prenderla. Avrei voluto allenare l’Arsenal, che fascino. Ma c’è ancora tempo…. Dove mi vedo a sessant’anni? Magari nella panchina dell’Italia”. Desideri futuri, che di certo non mancano. Ora di nuovo l’Inter, a cinquanta in punto. Tanto, troppo tempo, prima di abbracciare, oltre il sogno, Londra e Coverciano.

FONTEgoal.com