Ci chiameremo Internazionale perché siamo fratelli del mondo

Quando ti chiami FC Internazionale, le cose non sono mai semplici, le critiche non sono mai abbastanza.

In questo periodo di pausa dal campionato in cui noi tifosi ci dilettiamo con le esilaranti notizie di calciomercato, tanti son stati i titoli e gli articoli scritti in nostro “onore”.

Titoli sempre lusinghieri ovviamente, dal più originale “Inter beffata”, al tormentone “Crisi Inter”, passando per il caustico “l’Inter perde tempo”, e siamo ancora al ventotto Giugno.

Si rimproverava all’Inter, ed in particolar modo a Thohir (nonostante le “h” per alcuni siano un optional, il Presidente nerazzurro si chiama proprio Thohir, non Thoir, né Tohir), di non spendere e di adagiarsi sugli allori, mentre gli altri prendevano già Ibra, Martinez e Kondogbia.

Ah no, alla fine su Kondogbia ha avuto la meglio l’Inter, soffiandolo ai cari cugini protagonisti di un mercato “sontuoso”, ma visto che il giocatore è approdato non nella Milano che conta, ma in quella sbagliata, tutti si rimangiano tutto.

Sino a due settimane fa il ventiduenne era una promessa nel panorama calcistico? Dimenticatelo, ora è una brutta copia di mister 100 milioni Paul Pogba, solo uno straniero in più in una squadra che emargina gli italiani.

Ma poi come ci siam permessi a spendere tutti quei soldi per un giocatore, dove lo avrà mai trovato Thohir il denaro? Ci sarà sicuramente qualcosa di losco sotto.

Ricapitolando: l’Inter non spende, dorme; l’Inter spende, dove ha trovato i soldi?; Kondogbia è straniero, così si emarginano gli italiani; e infine il francese è una schiappa “in Spagna fece solo un gol in 40 partite” è giusto dirlo.

Sulle qualità reali o presunte di un giocatore, forse è meglio aspettare che sia il campo a dar le risposte che tutti cercano o che hanno la presunzione di avere oggi, per quanto riguarda il fatto di emarginare gli italiani invece, due paroline le spenderei, dicendo per esempio che il nostro capitano Andrea Ranocchia sia italiano, e tanto emarginato non è, o ricordando che l’Inter nasce come una squadra aperta alla “diversità” e pronta ad abbracciare ogni cultura, “ci chiameremo internazionale perché siamo fratelli del mondo”, e aggiungendo che di questo, ne siamo pienamente orgogliosi.