Chivu e Stankovic pronti all’addio. Fine di un’epoca?

Fine di un’epoca.

Anche quest’estate siamo pronti a dire addio  a giocatori che abbiamo visto correre più e più volte sul prato del Meazza e soprattutto con la nostra maglia. Sto parlando di Christian Chivu e Dejan Stankovic.

La loro avventura è giunta al capolinea e in questi giorni si tratta per la rescissione e relativa buonuscita. E’ una scelta che è stata rimandata forse troppe volte e arriva in questa sessione, nemmeno tanto inaspettata.

Così come nella vita, anche nel calcio arriva il momento in cui bisogna farsi da parte per lasciare spazio alle nuove generazioni. Il più delle volte questi addii però sono accompagnati da scelte dolorose e difficili.

Deki, come ci piace chiamarlo, arrivò nel lontano 2004. L’Inter fu brava a strapparlo ai bianconeri, ma solo nel febbraio dello stesso anno esordì con la maglia nerazzurra che gli regalerà tanti successi e tante soddisfazioni personali.Sono tanti i ricordi che ci legano al Drago, ma avranno un posto speciale quei gol da centrocampo: pura magia.

Diversa è invece la storia di Christian Chivu. Il rumeno arrivò tre anni dopo Deki, nel 2007. Dopo una lunga e difficile trattativa, l’Inter riuscì a comprarlo dalla Roma. La sua, di certo, non è stata una carriera facile, troppi gli infortuni, troppi gli intoppi per un giocatore che ha sempre dato il massimo in campo. Dei peggiori, ricorderemo sicuramente quella frattura del cranio rimediata il 6 gennaio 2010 durante una partita contro il Chievo. Furono ore di apprensione, perchè venne posto in terapia intensiva, ma l’operazione andò a buon fine ed è ritornato a correre il 24 marzo dello stesso anno. Da allora indossa una protezione e ora è da tutti è conosciuto col soprannome di “caschetto”. Una carriera non facile che sarà poi ripagata con i tanti successi raggiunti in campo.

Ma l’affetto non basta per pagare stipendi e risolvere problemi finanziari che costringono le società anche a scelte poco facili. Sono troppo poche le presenze dei due negli ultimi anni, per provare a chiudere ancora una volta un occhio. Da un lato c’è una stima infinita, verso due pezzi storici dell’Inter, dall’altro c’è il bisogno di risparmiare per provare a risalire la china.

Sono stati fondamentali per il raggiungimento di un sogno, di un record, di quanto per molti era un’utopia: il Triplete. Ma col tempo, sono stati messi da parte. I loro infortuni, i loro acciacchi, la loro età che avanzava non hanno giovato alla causa Inter, e stanno diventando un peso, soprattutto per le casse sempre più povere dell’Inter. Forse è anche giusto finirla qui, in questo modo, evitando di convivere in modo forzato in un ambiente che pian piano non ti accetterà più con lo stesso spirito di prima.

Loro occupano posti importanti nella schiera dei cosiddetti senatori, ma d’altronde aspettavano questo momento da un po’. Il loro turno è arrivato e non è difficile immaginare chi sarà il prossimo