La Champions di Thohir. E quella di Platini

Erick Thohir“In Italia abbiamo due squadre che si qualificano direttamente e una va ai playoff. Perché non dare lo stesso numero di squadre che ha l’Inghilterra? L’Italia è un ‘grande paese del calcio'”. Qualità più che quantità. Vallo a spiegare a Michel Platini: la proposta di Erick Thohir, alla BBC, è cosa logica, chiara, cristallina. La risposta alla domanda sta in due parole chiamate ‘ranking Uefa’, ma l’idea dell’indonesiano sarebbe quella, ben più semplice, di dar spazio e più squadre ai grandi campionati europei. “Italia, Inghilterra, Francia, Spagna sono i ‘grandi paesi del calcio’. Arrivare in Champions per i club di questi paesi è molto importante, dà loro una visibilità ancora maggiore. Allo stesso tempo, bisogna rispettare paesi come Ucraina, Azerbaijan e altri perché competono in Europa. L’Europa League sta aumentando il numero di paesi partecipanti alle competizioni. Perché la Champions League non può aumentare i propri partecipanti?”.

Aumentare i partecipanti porterebbe però ad un maggior numero d’impegni, ad un più alto numero di giocatori da avere in rosa e, d’altro canto, a maggiori spese. E questo è un concetto che va in contrapposizione con la spending review cercata a Milano da Thohir. Ed allora vien da pensare, facendo il ragionamento opposto, che potrebbero essere aumentati magari i posti nei preliminari, semmai i turni, ostacolando però quello che sarebbe il percorso dei club di nazioni minori. Postilla, giusto perché a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca: al momento delle elezioni, il voto dell’Azerbaijan, di San Marino e di Andorra, contano uno. Uno come “Italia, Inghilterra, Francia, Spagna”, nazioni di spessore ben diverso ma che per la giusta democrazia del calcio, al momento di eleggere il numero uno della Uefa contano come le altre. Sicché le domande vengono spontanee: penalizzare il percorso Champions delle ‘più piccole’ comporterebbe meno voti nel percorso dei futuri candidati Uefa? Ed ancora: aumentare il numero delle squadre, magari dei gironi, sarebbe ben visto in un momento dove ridurre i costi è caposaldo della Uefa, con il fair-play finanziario? Agenzie e calciatori, vedrebbero di buon occhio ingaggi magari ribassati, perché per più partite di spessore servono più risorse e giocatori? C’è una Champions, quella di Erick Thohir, dove si punta alla qualità, a gironi dove giochino solo squadre di grandi campionati. E c’è quella di Platini.