Obbiettivo Champions: lavori in corso

A inizio stagione Stramaccioni spiegò che la squadra in quanto Inter aveva il dovere di tentare di andare fino in fondo a ogni competizione (per il Campionato si considera il terzo posto).
Ma col senno di poi, nemmeno Stramaccioni avrebbe mai immaginato di ritrovarsi in una situazione così disastrosa. Basti considerare che gli assenti ieri sera ammontavano a 12, e nonostante ciò in molti “allenatori” . da dietro lo schermo di un pc, hanno criticato scelte e parole del tecnico romano.
Il punto è che, a parer mio, non si ha una visione lucida della realtà.
L’Europa League ci ha privati del nostro top player: Diego Milito, ha tolto ossigeno ai giocatori che in Campionato quasi mai riescono a rendere al meglio, per cosa? Finora solo per 2,6 milioni di euro.
E’ ovvio che alzare un trofeo piuttosto che “accontentarsi” del terzo posto sarebbe l’auspicio di ogni nerazzurro, ma Moratti è stato ben chiaro. L’obiettivo primario sarà l’accesso in Champions, perchè solo così la società può colmare il conto in rosso di 50 milioni di euro. Mi riesce difficile comprendere le critiche di tutti coloro che si sono scagliati contro l’allenatore quando ha pronunciato la famosa frase: “L’obiettivo principale per l’Inter è il terzo posto”, non ha fatto altro che ripetere le parole del Presidente. Certo, nè questo obiettivo, nè l’assenza di tantissimi giocatori giustificano la prestazione dell’Inter di ieri sera. Stramaccioni ha la “colpa” di non riuscire a trovare un’idea di gioco fissa e da seguire fino alla fine della stagione. Ma ricordiamo che lui aveva in mente tre giocatori cardine per il suo schema di gioco: Samuel per la difesa, Stankovic per il centrocampo e Milito per l’attacco. Bene, attualmente due di tre sono out: Milito lo rivedremo in campo direttamente l’anno prossimo, Samuel ha ancora da recuperare; mentre Stankovic sta iniziando a carburare.
Unica vera pecca di questa Inter sono i suoi uomini di mercato, incapaci di raggiungere un obiettivo concreto e di gestire al meglio il denaro messo a disposizione, concludendo il mercato in modo per lo più inquietante e, qualche eccezione a parte, privando più che offrendo al Mister giocatori consoni alla sua idea di gioco.
Inoltre, noto con grande amarezza che non passano mai di moda le famose frasi Con Mou tutto questo non succedeva“, “Dov’è l’Inter del 2010?“, “Ci avete distrutto una squadra…“, appunto, l’Inter del 2010 non esiste più,semplicemente. Purtroppo sono rimasti di quella squadra solo i fedelissimi, e dubito che, se Mourinho fosse qui, con la squadra attuale, riuscirebbe a ripetere l’impresa. E’ innegabile che lo “spettro” dello Special One aleggia sempre ad Appiano, allo stadio, ovunque l’Inter vada. Ma è impossibile costruire un progetto futuro rimpiangendo il passato. Basti notare che ci sono state persone che hanno aspettato ben 45 anni prima di rivedere la Coppa dalle orecchie grandi alzata da una maglia nerazzurra!

Ora l’unica soluzione, per andare avanti, è avere tanta pazienza, perchè questo è il periodo della rifondazione e ricostruzione. Dopotutto siamo a un solo punto dall’obiettivo stagionale, per cui, prima di emettere sentenze, bisognerebbe permettere a tutti di concludere il proprio compito, con l’augurio di non attendere altrettanti anni prima di rivedere rivedere quel trofeo!