Le certezze di Ausilio: “Inter da Champions, Mazzarri resta! E basta scambi con la Juventus”

Il momento è delicato, la classifica dell’Inter piange eppure, in casa nerazzurra, non sembra esserci alcuna voglia di piangersi addosso. Otto punti in sei partite, di certo, non solo il bottino che Thohir e Mazzarri avrebbero sperato di ottenere alla vigilia del campionato. Ma le attenuanti per lo stentato avvio di stagione non mancano di certo.

Tanto che, intervistato da ‘Tuttosport, il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, conferma la totale fiducia della società nel tecnico Mazzarri: “Non è solo, in società siamo tutti con lui. In Italia, se le cose vanno male, bisogna per forza dare la colpa a qualcuno: oggi si demonizza Mazzarri, in passato è toccato ad altri. Due partite andate male sono molto poco rispetto a quello che può essere la nostra progettualità”.

E riguardo alla contestazione dei tifosi Ausilio ricorda: “A San Siro sono stati fischiati anche Mancini e Mourinho. Sono all’Inter da 17 anni, ne ho viste di tutti i colori. La cultura italiana è quella che è, non possiamo cambiarla. Siamo convinti che alla lunga il lavoro del tecnico, la sua esperienza e la forza che la nostra fiducia gli darà ci ripagheranno. La storia di Mazzarri parla chiaro: ha sempre centrato l’obiettivo, anche con l’Inter l’anno scorso. L’importante è restare fermi sulle proprie idee”.

Poi il dirigente nerazzurro ammette: “Volevamo partire subito forte per evitare brutte figure negli Stati Uniti, inoltre c’era un preliminare di Europa League da giocare e non potevamo sapere a luglio il valore dell’avversario. Non voglio nascondermi, forse qualcosa nella preparazione è stato anche sbagliato. Comunque stiamo calmi, siamo solo alla sesta giornata. Cagliari è stata una partita stra-particolare, a Firenze sono rimasto sorpreso, perché ci aspettavamo tutti una prestazione diversa ma dopo il 2-0 sono venute fuori delle fragilità che questa squadra ha. Durante la sosta la squadra ha lavorato e speriamo che gente come Vidic, Hernanes e Palacio ci dia qualcosa in più”.

Nessun dubbio invece sulla qualità della rosa costruita in estate: “Questa squadra ha qualità negli uomini, allenatore e giocatori, per giocarsi il terzo posto. Juve e Roma hanno qualcosa in più ma con le altre abbiamo tutto per giocarcela e non posso pensare che l’Inter sia inferiore a Milan, Lazio, Napoli e Fiorentina. Non me ne vogliano Sampdoria e Udinese, però mi aspetto che a metà campionato le forze vengano fuori”.

Quindi Ausilio torna sull’addio alla storica colonia argentina dell’Inter: “C’era la volontà da parte del club di dare l’idea del voltare pagina. Di Zanetti, Samuel e Milito si sapeva da tempo, ma Cambiasso poteva ancora dare qualcosa. Decidere di interrompere anche con lui è stato il segnale del nuovo progetto. Nessuno rinnega il passato, resta lì, questi giocatori continueranno a essere importanti per l’Inter, ma ora bisogna pensare a qualcosa di diverso”.

Infine si passa al capitolo calciomercato. Netta, in tal senso, la chiusura di Ausilio nei confronti della Juventus: “Scambio Vucinic-Guarin? Voglio sottolineare che il rapporto con i dirigenti bianconeri è di stima e rispetto. Detto questo, se posso vendere o acquistare un giocatore da un’altra squadra, preferisco. Di sicuro, oggi uno scambio con la Juve non lo faccio. Se mi offrissero Vidal? I giocatori bravi della Juventus li conosco bene, se si creassero delle buone condizioni ci penserei… “.

Quindi Ausilio conferma gli imminenti rinnovi di Kovacic e Icardi, mentre sulla vita privata di quest’ultimo spiega: “Mauro non è attratto dalla movida, torna a casa e sta con i tre figli di Wanda. Si sono sposati, avranno una bambina fra pochi mesi: credo che Wanda abbia dato equilibrio e serenità a Mauro. Professionalmente non posso appuntargli nulla, anzi, da luglio svolge un lavoro personalizzato aggiuntivo con un preparatore arrivando un’ora prima del previsto al campo”.

La chiosa è dedicata al mercato di gennaio: “In estate avevamo deciso di restare con tre attaccanti più i giovani e al momento non abbiamo cambiato idea. L’ultimo movimento che volevamo fare era l’acquisto di Bonaventura, ma era legato all’uscita di Guarin. Quando il Valencia ha deciso di chiederci il giocatore solo in prestito, abbiamo valutato di tenere Guarin. Borini? Mi piace ma il Liverpool non lo svende. Seguiamo Baselli e Zappacosta. Rolando?  Ha 29 anni e il contratto in scadenza nel 2016. Il Porto non lo regala e io non ho voglia di rimettermi a trattare con loro”. Più chiaro di così…

Fonte: goal.com