Sono passati nove giorni dalla grande paura del 12 giugno, quando durante la sfida tra Danimarca e Finlandia il centrocampista dell’Inter Christian Eriksen è rimasto vittima di un attacco di cuore, salvato solo dalla prontezza di sanitari e compagni di squadra, immediatamente accorsi per assisterlo e per praticargli il massaggio cardiaco.

A oltre una settimana di distanza il calciatore è stato dimesso, non prima che medici e specialisti optassero per impiantargli un defibrillatore cardiaco (ICD), «strumento necessario dopo un attacco cardiaco dovuto ad anomalie di ritmo», scriveva la Federazione danese annunciando l’operazione.

Ora, posto che la salute a lungo termine del calciatore rimanga di primario interesse e che il ritorno in campo sia di secondaria importanza, Calcio e Finanza – in qualità di testata che si occupa di sportbusiness – ha cercato di ricostruire l’aspetto assicurativo che ruota intorno alla vicenda e che riguarda da vicino l’Inter, società proprietaria del cartellino del giocatore.

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FONTEcalcioefinanza.it