Caro Strama ti scrivo…

Caro Strama, il calcio a volte è strano. A volte capita di perdere una partita senza meritarlo. A volte basta mettere dentro un Palacio qualunque per cambiare la storia di una gara. È tutta una questione di tempistica. Il tempo appunto, il primo, quello dove un’Inter forse troppo prudente, ha permesso alla Lazio di giocare a calcio nel modo più semplice, senza alcuna pressione, per la verità senza creare nessun serio pericolo ad Handanovic. E il secondo – o poco meno – quando l’Inter ha deciso di giocare da grande e con un Palacio in più. La difesa a quattro è stata una sorpresa per tutti, forse però, il Pereira terzino non sembra ancora convincente, si sacrifica, ma si fa saltare spesso e non spinge mai. E pensare che questa doveva essere la partita della conferma, pensare che se magari avessimo giocato come a Torino, forse la bella Inter vista nell’ultima mezz’ora avrebbe potuto gestire la partita dall’inizio. Invece la Lazio dopo una prima fase di studio prende il sopravvento, fa proprie le corsie, e anche se Nagatomo contiene bene Lulic, i biancocelesti giocano con continui cambi di fronte senza che i nostri riescano quasi mai a mettere in fila due passaggi consecutivi. A un certo punto mi sono chiesto: Ma Milito sta giocando? Il Principe non fa movimenti, Cassano è apparso svogliato e Palacio – che di movimento un po’ ne ha fatto – non è stato premiato dai compagni. Poi Klose sorprende Samuel e Ranocchia, colpisce senza stoppare un pallone che arriva dal nulla, e condanna l’Inter nel suo momento migliore. Il resto è sfortuna, o forse no, i due pali hanno un po’ il sapore della sfiga, ma forse quello che ha influito maggiormente sugli eventi è la direzione di gara. Intorno all’ottantesimo minuto, contropiede tre contro uno, con Cassano solo davanti a Marchetti, viene fischiato un fallo a Milito, un fallo di confusione ho sentito dire – scusate, è da qui che nasce il gol di Klose, non dal nulla – l’assistente sembra in piena linea con il direttore di gara, lo stesso assistente che poco più tardi non vede un fallo netto su Guarìn, e a fine partita si prende gli insulti del Colombiano. Poi c’è l’arbitro di porta che dopo aver – a detta di Ranocchia – più volte avvertito Ciani che stava esagerando con le trattenute, ha deciso di distrarsi proprio nel momento in cui il Francese ha steso Andrea, che davvero non è fortunato sui rigori. Così dopo le partite con Juve, Atalanta, Cagliari e Napoli – e perdonatemi se ne dimentico qualcuna – possiamo aggiungere un’altra tacca alla voce “sviste”. Caro Strama, la fortuna non ci assiste, e anche se tra poco è Natale, i regali toccano sempre agli altri. Ma a noi non servono regali, ci serve solo il coraggio di credere che siamo all’altezza di giocarcela con tutti a viso aperto. E se proprio hai chiesto a qualcuno un regalo, speriamo che quel qualcuno sia Moratti, e che sulla tua letterina, tu abbia scritto “Regista di Centrocampo”.