Capello svela: ‘Ecco come Raiola prese in giro l’Inter’

Inter-Juventus, una grande rivalità che ha caratterizzato la storia del calcio italiano, ma che negli ultimi venti anni ha vissuto delle pagine che l’hanno ulteriormente animata. Partendo dal 1998, con il famoso fallo di Iuliano su Ronaldo ed una stagione caratterizzata da moltissimi errori arbitrali, fino ad arrivare al 2001/2002, con l’incredibile scudetto perso dall’Inter all’ultima giornata, proprio a favore dei bianconeri guidati da Marcello Lippi e dalla triade formata da Moggi, Giraudo e Bettega. Poi nel 2006 è scoppiato lo scandalo di Calciopoli, con la Juventus che è stata condannata per illeciti sportivi e retrocessa in Serie B: l’Inter invece, complice la retrocessione dei bianconeri e la penalizzazione del Milan, ha conquistato a tavolino lo scudetto nella stagione 2005/2006. Questi ultimi avvenimenti hanno esasperato ancor di più i rapporti tra la Vecchia Signora e la Beneamata, trasformando il derby d’Italia in una delle sfide più sentite dell’intero panorama calcistico europeo.

Capello e quelle rivelazioni su Cannavaro
Nelle stagioni dei due scudetti revocati alla Juventus (2004/2005 e 2005/2006) l’allenatore dei bianconeri era Fabio Capello e proprio Don Fabio nel corso del programma “Collezione Capello” che andrà in onda su Fox Sport, ha rivelato – come anticipato da “La Repubblica”, un retroscena relativo alla vicenda legata al famoso scambio tra Carini e Cannavaro, andato in scena tra Juventus e Inter: “Un colpo da maestro fu l’acquisto di Cannavaro. Giocava all’Inter e dicevano avesse il ginocchio rotto. Fu Raiola a convincere Moratti a scambiarlo con Carini. Le due operazioni finirono nei verbali di Calciopoli: dalle intercettazioni emerse come Moggi forzò i calciatori a rompere i rapporti con i club. Si ricordano sgradevolissime frasi su Facchetti. Non una bella parentesi”. Dunque a distanza di anni anche l’ex tecnico di Milan, Roma, Juventus e Real Madrid ha confermato come dietro al passaggio di Cannavaro alla Juventus ci fosse l’intervento di Raiola e dell’allora triade bianconera, con Moggi che cercò di spingere sia l’ex calciatore del Parma che l’estremo difensore uruguaiano a forzare la mano per favorire lo scambio. Di certo non una bella pagina per il calcio italiano ed una macchia nella carriera del Capitano di quell’Italia che si sarebbe poi laureata campione del mondo nel 2006, battendo la Francia di Zidane ai calci di rigore.

FONTEit.blastingnews.com