Caos Inter, la situazione: l’esonero dipende solo da…

A volte, qualche parola può far scoppiare un caso. Interpretazioni sbagliate, traduzioni pericolose, da Giacarta a Milano sentire aria di terremoto è un attimo. Eppure, Erick Thohir è sempre stato chiaro. Chiarissimo. Fiducia totale in Walter Mazzarri, nel bene e nel male. Con un limite a tutto, naturalmente. Ma l’allenatore non è stato assolutamente turbato da quanto accaduto nelle scorse ore, una tempesta mediatica attorno all’Inter e alle dichiarazioni tradotte male del presidente. Da parte sua, nessuna fiducia a termine. Anzi.

Da inizio stagione, Thohir con i suoi uomini di fiducia ha espresso un concetto chiarissimo: l’allenatore è Mazzarri e non si cambia. Si rinnova il contratto, come segnale di forza all’ambiente e alla squadra. Insomma, ET è uno che per natura non ha quell’inesauribile voglia di cambiare propria troppo spesso della gestione Moratti. A suo avviso, l’Inter di questi primi due mesi di stagione non è stata brillante. Tutt’altro. Ma c’è un cantiere aperto che non è assolutamente naufragato, anzi. Qualcosa di buono c’è e va protetto. Per questo, mai Thohir ha pensato di mettere in discussione né ha sondato altri allenatori per l’immediato, men che meno quel David Moyes che non lo ha mai affascinato.

Al momento, la situazione è la seguente: non c’è un motivo valido per esonerare Mazzarri, ad oggi. L’Inter sta facendo con tanti ostacoli il suo cammino, non brilla ma prosegue, la squadra segue l’allenatore. E lo dimostrano partite come quella con il Napoli.

Di certo, da qui a gennaio si inizierà a capire la linea che prenderà l’annata e allora a quel punto ci saranno le prime valutazioni. Anche perché mandar via Mazzarri significherebbe un esborso da 7 milioni lordi a vuoto per il prossimo anno, quello che ha ancora di contratto l’allenatore, oltre ai mesi che resterebbero. Una mossa che Thohir accetterebbe più in estate che non a stagione in corso.

Cambiare ora è un qualcosa che verrebbe preso in considerazione solo nel caso in cui arrivasse una serie di sconfitte accompagnata da questo gioco che convince di per sé molto poco. Altrimenti, le scelte saranno rinviate a fine anno. Quando si capirà se l’Inter sarà riuscita a tornare nell’Europa che conta o meno, dunque anche la disponibilità degli investimenti a livello economico. E solo a quel punto verranno valutate eventuali alternative.

Con due profili di allenatore che solleticano la mente di Thohir, se dovesse cambiare: un filo interista puro e dotato di carattere, alla Sinisa Mihajlovic; oppure un uomo di profilo internazionale, alla Arséne Wenger, un manager con queste caratteristiche che tanto piacciono al tycoon indonesiano per tornare a respirare l’aria europea nella mentalità dell’Inter. Ma sono tutti discorsi ipotetici e legati esclusivamente a situazioni estreme o alla fine della stagione.

Ad oggi, Mazzarri resta e lo fa da protetto. Dalla società e dal presidente, convinti di una scelta fatta solo quattro mesi fa con convinzione, investimenti e contratto nuovo. Il resto lo dirà il campo. Senza casi mediatici, ma solo con i risultati.

Fonte: goal.com